Quando si torna a casa, la sera, dopo una giornata da precario o peggio ancora da disoccupato, non si ha voglia di imprecare. Si cercano disperatamente “panem et circenses”, ci si vuole anestetizzare seguendo 22 scemi che rincorrono una palla o, meglio ancora, qualche bella figliola sgambettante nel varietà di turno, oppure il calore della cucina, il sorriso di un bimbo, le tenerezze di una compagna. Purtroppo pur volendo annichilire i problemi quotidiani l'ennesimo suicidio fa capolino tra le reclame. Allora? Bisogna essere incazzati in servizio permanente? OK!