Abbiamo scritto altre due puntate sul caso dell'Ospedale Veterinario dell'Università di Teramo. Un ospedale che appare più come un ambulatorio visto gli orari e la reperibilità e soprattutto appare come un ambulatorio senza molte risposte mediche. Che cosa sta accadendo? Esiste ancora una convenzione tra l'Ospedale Universitario Veterinario e la Regione Abruzzo?
In calce pubblichiamo l'ennesima testimonianza che sintetizza l'esatta condizione del nostro fiore all'occhiello sanitario.
" Gentile redazione,
desidero segnalare una serie di gravi disservizi riscontrati presso l’Ospedale Veterinario di Teramo, che ritengo opportuno portare all’attenzione pubblica considerando la natura sanitaria della struttura.
Nel corso delle ultime quattro occasioni in cui ho dovuto rivolgermi a questa struttura per urgenze veterinarie, ben tre si sono rivelate esperienze estremamente negative.
Primo episodio:
Mi sono recata presso l’ospedale con la mia cagnolina Lola, che manifestava forti lamenti acuti e scuoteva ripetutamente la testa, evidenti segnali di sofferenza. Non è stato effettuato alcun triage. Sono stata accolta esclusivamente da studentesse tirocinanti — alle quali non attribuisco alcuna responsabilità — che hanno riferito la situazione alla veterinaria di turno, la quale non si è mai presentata personalmente, limitandosi a comunicare che l’animale avrebbe probabilmente superato la notte e invitandomi a tornare la mattina seguente.
Il giorno dopo mi sono rivolta direttamente al mio veterinario di fiducia, che ha riscontrato la presenza di un forasacco molto in profondità, situazione che avrebbe potuto comportare gravi conseguenze.
Secondo episodio:
In un’altra occasione ho ricevuto esclusivamente un consulto telefonico, senza alcuna presa in carico del caso. Infatti, la mia seconda cagnolina, Zoe, aveva ingerito un nocciolo di prugna. Si trattava di una situazione urgente, poiché era necessario indurre tempestivamente il vomito prima che il nocciolo raggiungesse l’intestino, dove sarebbe stato necessario un intervento chirurgico.
Siamo stati costretti a raggiungere Pescara in piena notte, aumentando significativamente i rischi per l’animale.
Ultimo episodio (26 marzo):
Anche in questa occasione siamo stati costretti a recarci nuovamente a Pescara — presso una clinica che si è dimostrata estremamente efficiente — perché l’Ospedale Veterinario di Teramo risultava chiuso, nonostante un cartello indicasse la riapertura prevista per il 12 gennaio.(ALLEGO FOTO CARTELLO). Alla data odierna (26 marzo) la struttura era ancora chiusa e i numeri telefonici risultavano irraggiungibili, mentre la mia cagnolina presentava vomito continuo e lamenti di dolore.
Alla luce di quanto accaduto, mi chiedo come sia possibile che una struttura che dovrebbe garantire assistenza veterinaria, soprattutto in situazioni di emergenza, presenti tali criticità operative e comunicative.
Ritengo questa situazione estremamente grave e meritevole di attenzione, affinché vengano chiarite le responsabilità e tutelata la salute degli animali e dei loro proprietari.
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