Non mi meraviglio più di niente, sia chiaro, ma l'inaugurazione della nuova sede del PDL, mi commuove per l'imperterrita faccia tosta dei suoi esponenti.
Il governatore Chiodi, unitamente ai scherani suoi sodali, ha sfoderato sorrisi e dichiarazioni autoelogiative, in perfetto stile: vivo fuori dal mondo e qui si sta benissimo.
Durante la cerimonia si sono sentiti orgogliosi propositi, come: “Riconquistare Giulianova”, propositi che sono stati immediatamente oggetto di scherno fra i cittadini giuliesi, notoriamente piuttosto sarcastici.
Gianni Chiodi non ha brillato per originalità, sentitelo: “Era facile fare politica una volta, firmavano cambiali alle quali dovevano pensare quelli che arrivavano dopo. Così è stato per anni, ora noi siamo la prima generazione che deve pagare i debiti di anni in cui tutto era finanziato con spese in deficit”.
Traduzione per i meno scafati: "Porco di un giuda, possibile che per decenni i governatori abbiano fatto il bello e il cattivo tempo, spendendo e spandendo, promettendo, assumendo, allargando clientele e quant'altro, e ora che tocca a me vengo messo in croce per ogni starnuto?".
Ebbene si. È il destino dei parvenu della politica, che per una serie di fortunate coincidenze si sono trovati con uno scranno sotto alle natiche, ma che senza stoffa e talento sono destinati a tornare nella polvere e nell'indifferenza dalle quali sono venuti.
Quanto al Popolo delle Libertà, propongo che la Repubblica di Giulianova istituisca apposito dazio per tassare qualsiasi cosa rechi il marchio del PDL.
Ciò che devono riconquistare questi signori è la dignità perduta per avere violentato la Costituzione e lo Stato di diritto con decine di leggi infami, di cui vergognarsi ad libitum.
Io, se fossi il sindaco Mastromauro, esprimerei la mia indignazione per un Presidente di Regione che – sebbene sia stato ripetutamente invitato a chiarire pubblicamente quali fossero le strategie per il futuro dell’Ospedale di Giulianova – è rimasto reticente e non si è mai recato a fornire spiegazioni, salvo giungere a Giulianova per inaugurare la nuova sede del suo ineffabile partito.
E invece Chiodi, con i suoi modi sussiegosi, manda a dire a Mastromauro, proprio mentre si trova in territorio giuliese, che il governatore non può abbassarsi ad andare da un piccolo sindaco, semmai è il sindaco a doversi recare in udienza dal governatore.
Frasi che trasudano una insopportabile supponenza, una spocchia che ai tempi dei democristiani veniva aborrita in ambito politico.
Purtroppo per Chiodi i giuliesi non dimenticano, e sapranno lavare la sua boria e quella del partito che rappresenta nei prossimi appuntamenti elettorali, dove più delle parole saranno le croci sulle schede a contare.
(f.to La Città quotidiano)
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DIMISSIONI PORCA PUTTANA CHE GALLETTTA! Questi iindisponenti, qualunquisti, egocentrici, ciucci e presuntuosi. Questi politicamente non sanno nemmeno l'alfabeto, sono il nulla cosmico. La loro politica è nota al mondo...essere "belli", che poi sono ridicoli, sorridere sempre come in preda ad una paresi facciale, dire corbellerie e cazzate immani. Poi, basta che qualcuno faccia una domanda, e le facce diventano tutte uguali...t!! Fateci caso. I il partito delle troie ai palazzi di governo, Mi si permetta. Tutto il mondo ci prende per uil culo grazie a loro. E ancora hanno la faccia toasta di farsi vedere in giro. DIMISSIONI NON NE POSSIAMO PIU' DIMISSIONI