NERETO – Temperature insostenibili durante l’estate, ambienti che mostrano evidenti segni di abbandono e uno spazio esterno invaso da materassi, letti e materiali dismessi. Sono le criticità segnalate nell’ambulatorio vaccinale di Nereto, sede periferica della Asl di Teramo frequentata quotidianamente da neonati, bambini, adulti, anziani e persone fragili.
Il presidio sanitario si trova all’interno di una struttura che ospita anche la Caritas. Nei locali, tuttavia, non sarebbe presente un vero impianto di climatizzazione, con pesanti conseguenze sia per gli utenti in attesa sia per il personale sanitario impegnato nelle attività assistenziali.
Una condizione particolarmente problematica durante i mesi più caldi, quando la permanenza all’interno degli ambienti diventa difficoltosa. Il disagio assume una rilevanza ancora maggiore proprio per la natura del servizio garantito: nell’ambulatorio vengono effettuate vaccinazioni destinate a persone di ogni fascia d’età, comprese quelle più vulnerabili o con particolari esigenze di salute.
Alle elevate temperature si aggiungerebbero le condizioni generali della sede, descritta come poco decorosa e caratterizzata da evidenti segni di trascuratezza e mancata manutenzione. Un’immagine che appare poco compatibile con quella di un presidio del servizio sanitario pubblico destinato alla prevenzione e alla tutela della salute dei cittadini.
A destare ulteriore preoccupazione è il giardino esterno, che sarebbe stato trasformato di fatto in una discarica. Nell’area si troverebbero materassi, letti e altri materiali abbandonati, con conseguenze evidenti sul decoro e possibili criticità sotto il profilo igienico e della sicurezza.
Da qui la richiesta rivolta alla Asl di Teramo di intervenire con urgenza, provvedendo alla climatizzazione e alla manutenzione dei locali, alla rimozione dei materiali abbandonati e alla sistemazione degli spazi esterni, così da restituire condizioni dignitose e sicure agli utenti e agli operatori.
La prevenzione sanitaria territoriale passa anche dalla qualità dei luoghi in cui viene garantita. Lasciare un ambulatorio vaccinale in condizioni simili significa penalizzare non soltanto chi vi lavora, ma soprattutto i cittadini più fragili che ogni giorno hanno bisogno di assistenza
Commenta