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Bollette elettriche, aumento del 37,3%: dopo una vita di lavoro ora hanno paura di accendere la luce

di Giancarlo Falconi
3 minuti

Dopo una vita di lavoro, adesso hanno paura di accendere la luce.
Basterebbe questa frase per raccontare tutto.
Non servirebbero percentuali, grafici, mercati all’ingrosso, PUN, costi di dispacciamento o formule tecniche. Basterebbe entrare nelle case di tanti anziani, guardare una lampadina spenta, una televisione che resta nera, una bolletta aperta sul tavolo e una pensione che deve bastare fino alla fine del mese.
Nel quarto trimestre del 2026 la bolletta elettrica per il cliente tipo vulnerabile servito in Maggior Tutela aumenterà del 37,3% rispetto al trimestre precedente.
Un aumento pesantissimo che riguarda circa 3 milioni di clienti vulnerabili.
Proprio loro.
Anziani, persone con disabilità, famiglie in difficoltà economica, cittadini con gravi problemi di salute. Persone che, per definizione, dovrebbero essere protette più delle altre.
Invece sono proprio loro a fare i conti con una nuova stangata.
Nelle ultime ore in redazione sono arrivate diverse lettere di persone anziane. Lettere semplici, amare, senza slogan.
Una signora scrive: «Se continua così non potrò guardare neanche la televisione».
Un’altra battuta fa ancora più male: «Continueremo a spegnere le luci fino a quando non ci vedremo».
Si sorride per non piangere.
Dietro quelle parole c’è la realtà di chi ha già ridotto tutto il possibile. Luci spente appena si lascia una stanza, elettrodomestici accesi solo quando servono, televisione limitata, consumi controllati uno per uno.
Non stiamo parlando di sprechi.
Stiamo parlando della quotidianità.
Stiamo parlando di persone che hanno lavorato quaranta o cinquant’anni, che hanno pagato tasse, cresciuto figli, costruito famiglie, fatto sacrifici veri.
Adesso devono chiedersi se una lampadina accesa per qualche ora sia un lusso.
L’aumento è legato soprattutto alla crescita dei costi di acquisto dell’energia elettrica, con previsioni di rialzo dei prezzi all’ingrosso e valori del terzo trimestre risultati superiori alle stime precedenti.
Continua inoltre a pesare l’instabilità internazionale, che incide sul costo delle materie prime energetiche e in particolare del gas naturale, ancora fortemente legato alla formazione del prezzo dell’elettricità.
Scendono invece del 2,2% i costi di dispacciamento e quelli legati al mercato della capacità.
Restano invariati gli oneri generali di sistema.
La spesa annuale del cliente tipo vulnerabile in Maggior Tutela viene stimata in 665,38 euro nel 2026, contro i 608,72 euro del 2025, con un aumento complessivo del 9,3%.
I numeri sono questi.
Il problema è quello che significano.
Una bolletta più alta non è soltanto una voce di spesa.
Per un anziano può significare rinunciare a qualcosa.
Una cena più povera. Una visita rimandata. Un elettrodomestico spento. Una stanza al buio.
Forse è proprio questo il punto che rischia di perdersi dietro le percentuali.
Un Paese si misura anche da come tratta chi ha già dato tutto quello che poteva dare.
Se dopo una vita di lavoro un anziano deve avere paura di accendere la luce, allora non siamo più davanti soltanto a un problema di energia.
Siamo davanti a un problema sociale.

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