Salta al contenuto principale

Omicidio stradale, inizia il processo al presidente della Provincia Camillo D'Angelo

di Giancarlo Falconi
2 minuti

Dopo il rinvio del 2 luglio 2025, si è aperto davanti ai giudici del tribunale di Ascoli Piceno il processo a carico del presidente della Provincia di Teramo e sindaco di Valle Castellana, Camillo D’Angelo, e del consigliere comunale Simone Angelini, per omicidio stradale, entrambi nella veste di automobilista. I fatti risalgono al tragico incidente avvenuto il 2 agosto 2022 lungo la strada provinciale 49, nel tratto che collega il comune montano al capoluogo marchigiano, dove avvenne uno scontro violentissimo che coinvolse quattro veicoli e dove perse la vita Carlo Angelini, 70 anni. Gli altri occupanti delle altre auto coinvolte riportarono ferite di lieve entità. Valle Castellana rientra nel distretto giudiziario piceno, da qui la competenza della procura di Ascoli.

Nella richiesta di rinvio a giudizio, come approfondisce il Corriere Adriatico, la Procura ha contestato ai due imputati anche la pesante aggravante della velocità. Dalle indagini e dalle perizie tecniche disposte in fase istruttoria, infatti, emergerebbe che le vetture guidate da D'Angelo e da Simone Angelini procedevano rispettivamente a 92 e 95 chilometri orari, a fronte di un limite massimo consentito di 30 chilometri orari previsto su quel tratto extraurbano. Fatto questo che sarà oggetto del dibattimento in aula, insieme alla dinamica dell'incidente.

Stando alla ricostruzione degli inquirenti, Carlo Angelini, alla guida di una Citroen Saxo, avrebbe tentato il sorpasso di una Fiat Panda che lo precedeva, per poi non riuscire a rientrare in carreggiata a causa dell'altissima velocità a cui sfrecciavano le auto dei due imputati. Una manovra ritenuta azzardata e compiuta in un punto particolarmente pericoloso, che l'uomo però «non riusciva a completare perché impattava con estrema violenza con i due veicoli che sopraggiungevano dal senso opposto di marcia a velocità sostenuta di gran lunga esorbitante i limiti di legge (30 km orari) che, ove rispettati, avrebbero consentito a Carlo Angelini di ultimare il sorpasso rientrando nella semicarreggiata di pertinenza e, comunque, avrebbero generato e spigionato minore energia di deformazione».  
Il primo impatto sarebbe avvenuto con la BMW condotta da Simone Angelini, seguito subito dopo dallo scontro con la Hyundai Kona guidata da Camillo D’Angelo. Sul luogo dell'incidente intervennero i sanitari del 118, i vigili del fuoco e i carabinieri della stazione locale. Nonostante i tentativi di soccorso e rianimazione, per il 70enne non ci fu nulla da fare.

Nella prima udienza, ieri, il giudice ha acquisito le fonti di prova e ha ammesso la costituzione di parte civile dei familiari della vittima. Il processo è stato aggiornato al 20 aprile, data in cui entrerà nel vivo il dibattimento: in quella occasione verranno ascoltati i primi testimoni indicati dalla pubblica accusa.

N.S.

Commenta

CAPTCHA