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TEramo. Prima di un ospedale nuovo. C'è Bisogno di "Umanizzazione". Storia di un "Ni" e di una operazione sospesa...

di Giancarlo Falconi
2 minuti

Scrivo o non scrivo?
Scrivo.
Denuncio o non denuncio?
Denuncio.

Io e Alfredo Giovannozzi abbiamo partecipato alla realizzazione di un docufilm sulla sanità della Lombardia e sugli ospedali di ultima generazione capaci di modularsi alle urgenze e alle emergenze pandemiche.

Ieri un comitato a favore del nuovo ospedale composto da ottimi professionisti ha indetto una conferenza stampa spiegando la necessità di un nuovo ospedale.
https://www.youtube.com/watch?v=JTGGSzd-QcU

Ci piacerebbe avere un Primo Cittadino con lo stesso coraggio.
Il pensiero Dalbertiano ha deciso di non ascoltare il comitato a difesa del Mazzini e si è schierato per il nuovo ospedale di Piano D'Accio.
Perchè non dire la verità?
Perchè far finta di aspettare le relazioni tecniche?


La nostra opinione?
Prima di un nuovo ospedale; prima della ristrutturazione del vecchio ospedale; c'è bisogno di umanizzazione degli operatori sanitari.
Quando un medico, caro Di Giosia, caro BRucchi, si permette di rispondere a una giovane paziente sul suo cancro al seno, che "NI" se non viene operata subito forse corre il pericolo della ripartenza delle metastasi; Ni, avete capito bene? NI.
Una ragazza che ha fatto la chemio e doveva essere immediatamente operata è ancora in attesa per la carenza di sale operatorie.
Capito Di Giosia????????
 

Questa ragazza ha scelto di credere nella sanità teramana mentre poteva essere operata nei migliori centri della Lombardia.

 

Immaginate lo stato d'animo; chiudete gli occhi e immaginate di essere i genitori di questa ragazza; immaginate di essere il marito; la cognata; il cognato; i suoceri, gli amici, immaginate di non conoscerla ma di essere degli esseri umani.
Ecco, non provereste rabbia? Frustrazione?

Si parla di vita e non di giochi politici.
Si parla di paura e non di coraggio.
Una storia che dal mio personale ha raccolto tanti racconti generali.
Tutti uguali. Tutti vergognosamente identici. 
Domani caro Di Giosia, mi piazzerò davanti all'asl di Teramo, in attesa del suo direttore sanitario che studia a Chieti per diventare Direttore Generale e gli chiederò del Ni, delle sale operatorie che mancano e di quella ragazza sospesa e che ha il diritto di combattere con la sua famiglia per la vita. 


Ospedale nuovo?
Ospedale Vecchio?
Ci vogliono essere umani...

 

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Commenti

Che problema c'è? Se non ci sono Sale Operatorie disponibili a Teramo, per ragioni diverse, si opera ad Atri, la degenza in chirurgia generale, così come avviene a Teramo, i cui malati operati sono appoggiati in chirurgia generale e seguiti dallo stesso personale infermieristico, di giorno e di notte. Le visite periodiche mediche possono essere seguite da parte del sanitario chirurgo, che da Atri, viene chiamato a Teramo periodicamente per seguire i vai ambulatori senologici, se non dallo stesso sanitario che l'ha operato a Teramo, visitandola ad Atri. Insomma far muovere il medico e non mettere in crisi il sistema. Se si è d'accordo, già si fatto durante la pandemia, che chirurghi di Atri sono andati ad operare nei vari Ospedali dell'ASL. Basta organizzarsi ed essere d'accordo. Il paziente va sempre salvaguardato in ogni modo e nei migliori dei modi.

esatto, non servono mura nuove ma macchinari di ultima generazione e dottori bravi...

Un consiglio a questa donna: vai fuori, non avere paura. Cerca i centri più adatti al tuo caso e vai via. Troverai un mondo di professionisti, non aver paura di telefonare, mandare email e disturbare. Troverai medici competenti e disponibili, dottori che fanno ticerca, aggiornati e competenti, che ti parlano in maniera semplice e precisa. Scappa da Teramo, per te, la tua famiglia, e tutti quelli che ti vogliono bene. Buona Fortuna e buona Vita.

Concordo parola x parola.

L'educazione, l'umanità, non sono qualità che si apprendono sui banchi di scuola. Il personale medico e paramedico deve imparare a saper parlare e comprendere sia le esigenze dei pazienti che dei loro cari. Per loro è un luogo di lavoro con il turno da svolgere spesso con distacco con freddezza e senza umanità. La degenerazione comunicativa vieta si trasformarsi in attenzione e rispetto verso gli altri. Rispondere con frasi sarcastiche non giova a niente. Prima di costruire le fondamenta del nuovo Ospedale Civile partiamo dalle basi della civiltà altrimenti è come il noto proverbio insegna " l'abito non fa il
monaco ".

Mi viene da piangere, non ho parole

I consumatori sono perfettamente d'accordo. In quanto fruitori del servizio pagato dalla collettività si auspica che oltre alle mura ci siano i mezzi e gli uomini. Credete veramente di essere piú attrattivi verso i nuovi medici che tanto cercate (vedasi Anestesisti) con un altro ospedale dove continuare a disperdere le risorse umane? Ok il nuovo ospedale ma solo a patto di CHIUDERE qualcosa di vecchio. NON RICONVERTIRE (PER CONTINUARE A PAGARE VITALIZI) CHIUDERE! Chi percepisce uno stipendio pubblico deve lavorare per essere pagato a tutti i livelli della nostra disumana società!

Una delle province più “scassate” d’Italia può essere all’altezza di tali sfide? La lotta alla meritocrazia ha vinto in questo territorio, destinato pertanto a sprofondare sempre più.

se ha scelto di aspettare ed essere operata a teramo, scelta sbagliata.

In italia per questioni legate alla salute, si va dove viene tutelata al meglio.

Per alucni casi si va in lombardia, per altri in emilia, etc etc.

Se ci tieni alla pelle, non ascolti sti qua.

Ma esattamente quale Loggia vuole a tutti i costi il nuovo ospedale?

Altro che Ospedale vecchio o nuovo. La vera sfida per Di Giosia è dire NO alla politica che impone personale non di qualità. Tutti devono lavorare ma non necessariamente in Asl. Ci sarà solo un nuovo contenitore ma la qualità del contenuto sarà pessima se si continua a non rispettare la meritocrazia e a mettere personale scadente in posti anche a contatto con il pubblico che rendono una immagine e un servizio pessimo per l'azienda facendo fuggire o non facendo arrivare l'utenza che infatti già si rivolge altrove.

E adesso la carenza di sale operatorie di chi sarebbe, di grazia?