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Teramo, pugni, coltello e pedinamenti in famiglia: interviene il Questore, ammonito un 63enne

di Giancarlo Falconi
2 minuti

TERAMO – Quando la violenza entra in casa e diventa abitudine, il confine tra conflitto familiare e pericolo concreto può diventare sottilissimo. È in questo contesto che è arrivato l’intervento del Questore di Teramo, Pasquale Sorgonà, che ha emesso un provvedimento di ammonimento nei confronti di un 63enne di origine marocchina residente nel capoluogo.
Secondo quanto ricostruito dalla Polizia, l’uomo avrebbe tenuto per lungo tempo comportamenti aggressivi, vessatori e prevaricatori nei confronti della moglie, 49enne, e dei due figli maggiorenni.
Una situazione fatta, sempre secondo gli accertamenti alla base del provvedimento, di offese, umiliazioni, danneggiamenti in casa e violenze fisiche.
Il quadro si sarebbe ulteriormente aggravato lo scorso anno, quando la figlia comunicò alla famiglia la decisione di sposare un cittadino italiano e di lasciare l’abitazione dei genitori.
Da quel momento, il 63enne avrebbe cercato di impedire alla moglie di incontrare la ragazza, mentre la stessa figlia sarebbe stata sottoposta a continui controlli e pedinamenti.
Ancora più gravi gli episodi di violenza fisica contestati. Lo scorso anno l’uomo avrebbe aggredito la moglie con pugni e schiaffi, arrivando anche a stringerla al collo. In altre occasioni avrebbe minacciato la donna e il figlio con un coltello.
A giugno di quest’anno, durante l’ennesima lite, avrebbe invece aggredito moglie e figlia lanciando dei sassi. Il figlio, intervenuto in loro difesa, sarebbe stato colpito con dei pugni e successivamente minacciato con un frammento di vetro.
Una sequenza di episodi che ha portato il Questore Sorgonà ad adottare l’ammonimento previsto dall’articolo 3 della legge 119 del 2013.
Si tratta di una misura di prevenzione utilizzata per contrastare fenomeni di violenza domestica, stalking e revenge porn. Al destinatario viene intimato di interrompere e non reiterare comportamenti analoghi e viene rivolto l’invito ad intraprendere un percorso di recupero presso centri specializzati.
Il provvedimento comporta inoltre l’immediato ritiro di eventuali armi e licenze detenute.
L’intervento del Questore assume così un significato preciso: fermare la violenza prima che possa compiere un ulteriore salto di gravità. Perché quando in una famiglia compaiono pugni, minacce, coltelli e paura, non si è più davanti a una semplice lite domestica.

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