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Maria torna a casa: domenica l’ultimo abbraccio nella Collegiata di Città Sant’Angelo

di Giancarlo Falconi
3 minuti

CITTÀ SANT’ANGELO – Ci sono ritorni che nessuna famiglia vorrebbe mai vivere. Quello di Maria Spinelli nella sua Città Sant’Angelo sarà accompagnato dal silenzio, dalle lacrime e dall’abbraccio di un’intera comunità. Domenica 6 settembre, alle ore 15, nella Collegiata di San Michele Arcangelo, saranno celebrati i funerali della 22enne uccisa in Svizzera durante il rave party di Aarau. Al termine delle esequie il feretro sarà accompagnato al cimitero cittadino per la sepoltura.
La camera ardente di sabato
Il giorno prima, sabato 5 settembre, sarà possibile dare l'ultimo saluto alla giovane nella camera ardente allestita a partire dalle ore 14 nella Casa Funeraria De Bonis, in via G. D'Annunzio 93, a Città Sant'Angelo. La camera ardente sarà aperta dalle 8.30 alle 19.30 con orario continuato.
Una tragedia arrivata da lontano
Maria torna dunque nella sua terra dopo una morte assurda, arrivata a soli 22 anni, nella notte tra sabato 29 e domenica 30 agosto, quando la giovane si trovava al rave party di Aarau, in Svizzera. Una serata che si è trasformata in una tragedia e che ha spezzato per sempre la vita di una ragazza partita dall'Abruzzo per cercare lontano da casa un futuro diverso.
La ricostruzione della sparatoria
Secondo la ricostruzione fornita dagli investigatori svizzeri, un cittadino elvetico di 43 anni, ex militare, avrebbe raggiunto in auto la zona dell'ippodromo di Aarau e successivamente il luogo della festa. Qui avrebbe aperto il fuoco sulla folla, esplodendo più di quaranta colpi con un fucile d'assalto e sparando indiscriminatamente contro le persone presenti. Maria è stata colpita da un solo proiettile nella parte superiore del corpo, che ha raggiunto organi vitali e non le ha lasciato scampo.
Nella sparatoria altre cinque persone sono rimaste ferite. L'uomo ritenuto responsabile si è successivamente costituito alla polizia cantonale del Giura e avrebbe confessato il delitto. Nella sua automobile gli investigatori hanno sequestrato tre armi da fuoco: una pistola e due fucili d'assalto AK-74.
Le richieste della famiglia
Dalle prime informazioni raccolte è emerso anche che il 43enne avrebbe riferito di soffrire da tempo di problemi di salute mentale. Un elemento sul quale il padre di Maria, Elvis, attraverso il suo avvocato Bruno Gallo, ha chiesto che venga fatta piena chiarezza, soprattutto per comprendere come sia stato possibile che l'uomo potesse detenere legalmente armi da fuoco.
La madre Gulmira, attraverso la sua legale Antonella Crudeli, ha invece invitato alla prudenza, ribadendo la fiducia nell'autorità giudiziaria svizzera e sottolineando come, in questa fase, ogni valutazione possa risultare prematura. Per lei, adesso, c'è soprattutto da pensare all'ultimo viaggio della figlia.
Una città che si stringe nel dolore
Domenica non ci saranno soltanto una chiesa, un feretro e una cerimonia. Ci sarà una città chiamata ad accompagnare una ragazza di appena 22 anni nel suo ultimo tratto di strada.
Maria aveva lasciato l’Abruzzo guardando avanti, verso la propria vita e il proprio futuro. Torna invece nella sua Città Sant’Angelo dentro una tragedia che continua a chiedere risposte.
Alle 15 le campane della Collegiata di San Michele Arcangelo accompagneranno l’ultimo saluto. Poi resteranno il dolore della famiglia, il ricordo degli amici e una domanda destinata a pesare ancora a lungo: come è stato possibile che una serata di festa potesse trasformarsi in una strage?

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