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Teramo capitale dello sport delle persone sorde: 140 atleti in città per la Coppa Italia FSSI

di Giancarlo Falconi
2 minuti

TERAMO – Ci sono eventi sportivi che si misurano con un risultato, una classifica, una coppa da sollevare. E poi ci sono manifestazioni che hanno un valore molto più grande, perché aiutano una comunità a conoscersi meglio, ad abbattere distanze e a trasformare una diversità comunicativa in una ricchezza.
Teramo vivrà uno di questi momenti nelle giornate di sabato 5 e domenica 6 settembre, quando la città ospiterà la Coppa Italia FSSI, Federazione Sport Sordi Italia.
Sono già circa 140 gli iscritti, tutti atleti sordi, ai quali si aggiungeranno accompagnatori, tecnici e osservatori. Per due giorni, dunque, Teramo diventerà uno dei punti di riferimento nazionali dello sport praticato dalle persone sorde.
A rendere nota l'importanza dell'appuntamento è Pierre Pallini, presidente della sezione provinciale ENS di Teramo, che sottolinea come la presenza di così tanti partecipanti porterà inevitabilmente maggiore movimento in città.
Ma sarebbe riduttivo fermarsi al dato numerico.
Dietro quei 140 atleti ci sono storie, sacrifici, allenamenti, famiglie e soprattutto una comunità che attraverso lo sport rivendica con naturalezza il proprio diritto a essere protagonista.
La sordità non impedisce di correre, competere, vincere, perdere, emozionarsi o rappresentare la propria società sportiva. Le barriere, molto spesso, nascono invece dalla scarsa conoscenza, dalle difficoltà di comunicazione e da una società che non sempre riesce a essere realmente accessibile.
Anche per questo la Coppa Italia FSSI rappresenta per Teramo un'occasione sociale.
Un'opportunità per conoscere più da vicino la cultura delle persone sorde, il valore della Lingua dei Segni Italiana, il lavoro quotidiano dell'ENS e un movimento sportivo che continua a dimostrare come l'inclusione vera non significhi concedere uno spazio, ma costruire condizioni nelle quali ciascuno possa esprimersi pienamente.
Per due giorni gli atleti saranno cittadini di Teramo.
Entreranno nei bar, nei ristoranti, nelle attività commerciali, attraverseranno le strade e incontreranno tanti teramani. Magari qualcuno scoprirà per la prima volta quanto possa bastare un gesto, uno sguardo, un sorriso o la disponibilità ad attendere qualche secondo in più per riuscire a comunicare.
È anche questa la forza dello sport.
La Coppa Italia assegnerà un trofeo. Teramo, invece, avrà la possibilità di conquistare qualcosa di ancora più importante: dimostrare di essere una città capace di accogliere senza imbarazzi e di trasformare due giornate di sport in una piccola grande lezione di inclusione.
 

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