TERAMO – Più che un campo polivalente, oggi sembra il simbolo di ciò che accade quando una promessa amministrativa non viene seguita da risultati concreti. A Colleatterrato l’impianto resta chiuso, fermo e circondato da un degrado che cresce insieme alla vegetazione.
L’assessore comunale Marco Di Marcantonio aveva annunciato la partecipazione del Comune di Teramo a un bando ministeriale per tentare di ottenere le risorse necessarie alla riqualificazione della struttura. Il finanziamento, però, non è arrivato e il Capoluogo è rimasto ancora una volta tra i partecipanti senza portare a casa le somme sperate. ( carta canta https://youtu.be/ufOoXqgKvcE?is=tWB7jEpXge51Bi5d )
Nel frattempo il campo è rimasto lì.
La vegetazione secca ha invaso parte dell’area, con un rischio che diventa ancora più evidente in una stagione segnata dagli incendi. A terra ci sono rifiuti, tracce di abbandono e resti di falò accesi.
Sulle strutture compaiono anche scritte offensive contro la Polizia e le forze dell’ordine, segno ulteriore di uno spazio che sembra essere stato sottratto alla sua funzione originaria e lasciato senza controllo.
Il punto, a questo punto, non è soltanto chiedersi quando arriverà una vera riqualificazione. La domanda più semplice è un’altra: perché nell’attesa non si riesce almeno a garantire pulizia, manutenzione e decoro?
L’appello è rivolto al sindaco Gianguido D’Alberto affinché venga disposto un intervento generale di sfalcio, rimozione dei rifiuti, cancellazione delle scritte e messa in sicurezza dell’area.
Perché un finanziamento può non arrivare, un bando può andare male e un progetto può subire ritardi. Ma l’abbandono non può diventare una giustificazione amministrativa.
Colleatterrato non chiede soltanto un nuovo campo. Chiede che quello che già esiste non venga lasciato trasformare, giorno dopo giorno, in una cartolina del degrado.
Commenta