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2007: Kyra Konstantinou e il grosso grasso matrimonio greco

di Marco Moschetta
12 minuti

I tavoli, dobbiamo fare i tavoli” – il sonoro acuto di sua moglie Ophelia lo fece saltare sul lettino. Il mal di testa si impossessò delle sue tempie. La certezza che se lo sarebbe portato fino a sera.

Alle 3 del pomeriggio, Aristeides Konstantinou si stava godendo la sua siesta pomeridiana sotto il gazebo davanti alla piscina, un’oretta di pace accarezzata dalla brezza profumata di zagare che rendeva piacevolissimo il caldo precoce di fine maggio. L’urlo della moglie lo richiamava ad una serie di nodi da sciogliere.


La sua vita era ad un bivio. Da solo due anni era riuscito a diventare capo dell’Amministrazione Fiscale di Salonicco, la sua città e, a sessant’anni, c’era già qualcuno che voleva mandarlo in pensione. Nella dimensione orizzontale e familistica della politica, dell’amministrazione e delle vite personali, il suo Partito Nea Dimokratia era sempre più sotto pressione per opera dei socialisti del PASOK. Ed un più giovane delfino del PASOK, per di più laureato, aveva apertamente sfidato la sua leadership. E stava raccogliendo consensi anche trasversali.


Ma Kyra era la sua arma segreta. Sua moglie Ophelia lo sapeva da tempo, e per questo aveva tanto a cuore le sottili diplomazie della disposizione dei tavoli per il matrimonio della loro terzogenita.


Arrivata quando non l’aspettavano e nemmeno la volevano più, Kyra già a due anni aveva conquistato il mondo con la sua soavità e la sua bellezza. Dai lunghi capelli, lisci e morbidi come la seta, il colorito delicato, e due occhi azzurro ghiaccio che non si sa da dove venivano – gli invidiosi quando ancora vivevano in condominio giù in città l’avevano soprannominata la turca – ora Kyra era promessa sposa di Stas Kournellis, uno dei nipoti di Konstantinos Mitsotakis che era stato primo ministro all’inizio degli anni ’90, imparentato con i Papandreu e amico e confidente della famiglia reale.


Ancora a 32 anni, Stas aveva il vezzo di parcheggiare la sua Ferrari proprio davanti all’università ad Atene, prima di recarsi alle lezioni. Non bello, era circondato da un alone di rispetto. Tutti sapevano chi era e, anche se non era ancora diventato avvocato, tutti sapevano che avrebbe avuto una carriera importante.


L’anno prima, Ophelia aveva equipaggiato Kyra con 10 mila euro di bendidio griffati Louis Vuitton, DSquared e Hermes e le aveva suggerito di farsi trovare col sedere poggiato sulla Ferrari di Stas all’uscita dalle lezioni. Era ancora al telefonino con sua madre quando Stas si era presentato e con un “beep” aveva sbloccato l’antifurto della fuoriserie.


mamma metto giù, lui è arrivato” – aveva sussurrato Kyra al cellulare


fregatene, bambina mia, fai finta di niente


mamma ma ho paura di rigare la Ferrari con i jeans


“meglio bambina mia, molto meglio”


Una precisione che nemmeno i missili intelligenti degli americani in Irak. Dalla base la signora Ophelia telecomandava Kyra: per due settimane se l’era tirata un po’, e non aveva accettato di uscire subito, inventandosi anche un imminente viaggio a Londra.


Adesso il problema era il padre di Stas, Mathias Kournellis, potentissimo sottosegretario del ministero delle finanze. Era lui lo sponsor del rivale del papà di Kyra. Nascosto dietro una agenda di impegni istituzionali, Kournellis non aveva ancora sciolto la riserva per il ricevimento presso la “Villa Propria” dei Konstantinou a Salonicco. Sarebbe stato presente in chiesa, aveva dato l’OK all’aperitivo, ma aveva tenuto in forse la partecipazione alla serata.


Sta bluffando, non ti preoccupare” – era la tesi di Ophelia.


Ma come facciamo, a scrivere il suo nome sul tavolo n. 2, e poi lui non si presenta?! Ci faccio la figura peggiore della mia vita! La mia carriera sarebbe finita e diventerei lo zimbello della città!!” – era molto combattuto, Aristeides. Un poker con una posta in gioco molto alta.


Pensiamo agli altri, e teniamo per un attimo in sospeso Kournellis” aveva obiettato con piglio manageriale Ophelia - “I Papadopoulos dove li mettiamo?


Nell’altra sala. Quel pallone gonfiato di Alexis non mi ha nemmeno invitato sul suo yacht per il compleanno. E io che gli ho fatto risparmiare un accertamento fiscale da 3 milioni!”


Meglio che non ti ha invitato” disse Ophelia – sai che bella compagnia a bordo! – “Li mettiamo al Tavolo 17”.


Ophelia, senti. Al nostro tavolo, oltre a lasciare la casellina in bianco per i Kournellis, mi devi trovar posto per Philostenes Vladikakis e la moglie


Quella strega non ce la voglio! Tu sai che io vado d’accordo con tutti, Ari, ma Diana proprio non la tollero! Quando la incrocio giù in Via Tsimiski cambio marciapiede!”


Amore mio senti: stavolta sono io che ti invito alla ragione: in comune c’è in discussione il nuovo piano regolatore della zona vicino al Parco Meteora. Sai che Papas, il costruttore, ci paga un milioncino tondo per i nostri terreni se diventano edificabili. Vladikakis mi sta perorando la causa in comune e quindi loro staranno con noi. E tu mi farai il santissimo piacere di intrattenere piacevolmente Diana. Chiaro?


Ari, vorrà dire che il matrimonio della nostra bambina sarà per me un inferno. Lo faccio solo per te”.

= = =

Superando di una testa la madre, Kyra si era presentata in giardino correndo sulle punte delle sue scarpe col tacco basso

mamma, mi ha chiamato Stas un minuto fa. Dice che mi vuole a cena con i suoi genitori stasera ad Atene. Ha mandato il suo elicottero a prendermi, tra due ore mi aspettano in aeroporto. Non so cosa mettermi!


bambina mia hai dei soldi con te? Ti accompagno giù in centro e prendiamo qualcosa di carino: qualcosa di elegante ma non impegnativo”


OK mamma, andiamo con la mia macchina, poi mi lasci in aeroporto. Ho la Visa con me, e ho controllato su internet: mi sono arrivati gli ultimi tre mesi della pensione della zitella, penso che con tremila euro riusciremo a cavarcela no?”
– “Ciao papà, sto a dormire a casa ad Atene stanotte: ci vediamo venerdi sera”



Kyra, tesoro di papà. Cerca di capire se tuo suocero si degnerà di venire al tuo matrimonio, ma non glielo chiedere direttamente…”


“Verrà, papà, non ti preoccupare. E’ solo che lo dirà all’ultimo momento


= = =

Sgasando agilmente giù per gli stradelli che portano in centro con la sua Mini Cooper Cabrio nuova di pacca, regalo del suo papà per i suoi ventuno anni, Kyra esprimeva alcune sue perplessità alla madre


Mamma ma se Stas vorrà avere subito figli come faccio a terminare gli studi?”

“Mamma ma se adesso mi sposo non avrò più diritto ai bonus studio e alla pensione della zitella”

“Bambina mia non ti preoccupare. Come moglie di Anastasis Kournellis non ti devi più preoccupare di niente. E per avere una tua indipendenza, stai tranquilla: papà troverà il modo di mantenerti la pensioncina della zitella. E se Kournellis padre collabora, vedrai, troverai qualche incarico in una delle loro società come responsabile comunicazione o relazioni esterne”

“Hai ragione mamma, sono una scema. Mi sto facendo delle pippe mentali assurde. Stas è sempre così dolce e generoso con me



= = =

Stas, senti, è ora che cominci a prenderti la tua parte di responsabilità. Pensavo di nominarti co-amministratore delegato e presidente della Prometheus Leasing. Ormai l’azienda è ben avviata, da un anno abbiamo praticamente il monopolio per i leasing degli aerei Olympic Airways e siamo d’accordo con il Ministero per una scaletta di interventi programmati sui tassi applicati. La Prometheus diventerà praticamente una vacca da latte, e tu non dovrai fare altro che mungerla”

“Papà senti. Io tra due settimane mi sposo. Poi io e Kyra ce ne andiamo un po’ in giro per il mondo, poi ci sono le vacanze estive. Va bene se ne riparliamo a ottobre?”

“Stas fai un po’ come ti pare. Ma ricordati: mi hai già messo in imbarazzo con tutto il partito con questa storia del matrimonio con la Konstantinou, su a Salonicco non aspettano altro che saltare addosso a suo padre – che in due anni mi dicono ne abbia combinate di tutti i colori – e adesso ti rifiuti anche di darmi una mano con la Prometheus”

“Ti giuro papà che metto la testa a posto. Ho solo 33 anni in fondo. E poi ti chiedo di lasciarmi in pace solo per l’estate
…”

= = =

Atterrata ad Atene, Kyra si era fatta accompagnare dall’autista dei Kournellis nel suo appartamentino della zona universitaria. Rientrando in casa dopo due mesi di assenza, si era tolta le scarpe e aveva chiuso dietro di sé la porta.

Il piccolo appartamento era denso di caldo e odore di chiuso. Aveva aperto le finestre, e si era immediatamente ficcata sotto la doccia. Stava dando l’ultimo saluto al suo nido da universitaria, asciugandosi fermava lo sguardo sulla bacheca con attaccati tutti gli inviti dei locali, con un gesto della mano accarezzò la sfilza di peluches seduti sullo schienale del divano. Vagava sognante lasciando impronte bagnate di piedi nudi sul parquet caldo.

= = =

Si diresse all’Atlantis Lounge Restaurant con la vespa che la portava tutte le mattine in università. Manolo Blahnik rosse col tacco alto, minigonna bianca e un giacchino di pelle leggerissima con taglio biker. Guanti da pilota fashion in pelle e corda. Sfilava tra le vie del centro e quando la sua immagine le tornava indietro da qualche vetrina se la rideva da sotto gli occhiali scuri “chi è quella strafiga?”

Stas e suo padre la attendevano sugli sgabelloni del cocktail bar sulla strada. Tirò sul cavalletto la vespa rifiutando l’aiuto di Stas con un lieve gesto del capo. Si tolse il casco e gli occhiali e si rese conto che, una buona 15ina di cm più sotto, i due uomini erano identici, di diverse generazioni ma identici. Rimasta a sedere al bar, la mamma di Stas sfoderò un sorriso a 32 denti alzandosi gli occhiali da sole a mò di fermacapelli.

Aderendo alla lettera alle ultime istruzioni di Ophelia, ordinò solo un cocktail analcolico alla frutta. Stas e il padre erano forse al terzo Blue Ouzo quando le proposero di andare a prendere posto su all’ultimo piano. Sentì il vecchio Kournellis che dava di gomito al figlio e non controllava già più il volume della voce

manda a dire a tuo suocero che ci sarò su a Salonicco. per quanto riguarda la Prometheus, tengo le deleghe io ancora per un po’. Tu però mi prometti che quando torni ti decidi a prendere la laurea una volta per tutte !

Al diavolo i socialisti !” commentò complice mamma Kournellis, eruttando in una sonora risata.


 

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Commenti

Complimenti in coro. Grazie e bene per la rubrica. Più facile a ritrovare i pezzi. Avanti così...
Un giorno forse Maria Pepe. Siamo due studenti della facoltà di Economia a Siena. La seguiamo sempre con molto interesse. Troviamo il suo modo di comunicare molto interessante. Grazie e buon lavoro.
Caro dott. Moschetta volevo ringraziarla a nome di molti come me, che non capiscono nulla. I suoi articoli sono da rilegare.
Grazie a tutti per i commenti. Congratulazioni a Luca e Maria. Per Lucia di Sante: anche George Soros trova l'economia inutile e boriosa. Una pseudo-scienza molto autoreferenziale e piena di distinguo (completa informazione, trasparenza e assenza di barriere alla circolazione di merci e servizi, postulato della perfetta razionalità di tutti gli operatori, assenza di distorsioni quali corruzione, concussione, conflitti di interesse etc) che la rendono completamente avulsa dalla realtà... E lontana anni luce dalla possibilità di fornire risposte e proposte per i dilemmi che stiamo vivendo. collocata nella realtà, l'economia diventa osservazione consapevole di eventi che si succedono e che nella loro entità e nei loro tempi di svolgimento, oltre che nelle modifiche che apportano alle convinzioni e agli atteggiamenti degli operatori (ossia di tutti noi), contribuiscono a disegnare "la piattaforma materiale" entro cui si svolge la storia. Non c'è niente da capire, Lucia. Lei ha capito già tutto. C'è solo da osservare e da divertirsi a testare le proprie opinioni prevedendo il futuro... consapevoli di sbagliarsi la maggior parte delle volte ! Cordialmente, m
Caro Moschetta le scrivo come docente di scuola superiore. Non trascuri l'importanza dei suoi articoli e continui con la sua rubrica senza stancarsi. Noi la seguiamo molto volentieri. Ringrazio Falconi, di cui non condivido pensiero ma la forma, per la varietà degli argomenti e la possibilità unica di confronto libero e civile.
Grazie Prof ! (si dice così oggi, no?) cercherò di continuare cercando legami tra la realtà economica e i personaggi che, ormai, si muovono e agiscono autonomamente nella mia testa nelle lunghe ore dei miei trasferimenti lavorativi. mm