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Partoriremo con dolore.

di Anonimo
2 minuti

È di questi giorni la notizia della proposta della direzione sanitaria e del direttore del reparto di anestesia  di cancellazione del servizio di parto in analgesia, introdotto nell'autunno 2013 presso l'Ospedale Mazzini di Teramo.
Istituito in un'ottica di riqualificazione del percorso nascita sulla base delle direttive del Decreto Fazio ed inserito tra i servizi LEA ( livelli essenziali di assistenza) ha l'indubbio vantaggio di garantire alle donne la possibilità di vivere in modo più umano e consapevole  il momento del parto e di giungere ad una sensibile riduzione dei cesarei.
Purtroppo nella città di Teramo a differenza di quanto accade nel resto d'Italia il servizio non è mai decollato, sia a  causa della scarsa informazione da parte della ASL, che per una serie di difficoltà oggettive, tra le tante la cronica carenza di anestesisti all'interno della struttura ospedaliera teramana.

Si giunge dunque, per l'ennesima volta ad affrontare la stagione estiva con gravi riduzioni  di organico generate dalla esigenza più che legittima da parte del personale, di usufruire delle ferie stagionali.
Tra le prime a pagare, le gestanti a cui viene negata la libertà di scegliere un approccio al parto naturale più umano e consapevole, a vantaggio del più arcaico retaggio culturale che vede le donne protagoniste assolute del dolore nel momento più importante della loro vita: il parto.
In questo contesto, emblematico, appare il fatto che a vedere tagliato il servizio sia proprio l'Ospedale della città capoluogo, che ospita gestanti da tutta la provincia, tanto più in questo particolare momento storico in cui i tagli sembrano farla da padrone nel mondo della sanità.

Pertanto auspichiamo un ripensamento da parte dei vertici della Direzione sul taglio del parto in analgesia a vantaggio di un approccio culturalmente più elevato a favore delle donne.


Alessia Cognitti PD Teramo

Lucia Verticelli PD Teramo

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Commenti

Approfitto di questo spazio per fare alcune precisazioni rispetto a quanto scritto dall'amica Lucia e da Alessia Cognitti. Non discuto sul fatto che nel 2015 risulti alquanto anacronistico partorire con dolore ma occorre smentire quanto affermato riguardo l'introduzione della parto analgesia nei LEA (livelli essenziali di assistenza). Purtroppo questo "diritto" a partorire senza dolore é stato usato spesso e volentieri come cavallo di battaglia dai vari ministri della sanità che nel tempo si sono succeduti ma nessuno si è preso l'onere di mettere al corrente gli elettori che non vi è nessuna copertura economica affinché, appunto, tale procedura diventi LEA. Il nocciolo della questione risiede, per gran parte, qui! Non essendoci copertura economica non c'è stata la possibilità di assumere anestesisti "dedicati". Un servizio di parto analgesia, infatti, per poter essere in grado di soddisfare le necessità delle utenti ha bisogno di almeno sei anestesisti dedicati all ostetricia (cfr. Linee guida per l'attivazione di un servizio di parto analgesia). Questa situazione nel nostro ospedale non si è mai verificata ma, anziché apprezzare che finora e con grande sacrificio da parte degli anestesisti si è tentato di offrire questo servizio alla cittadinanza, leggo invece che per garantire le ferie si sopprime tale opportunità (articolo uscito sabato scorso su Il Centro). Mi sembra offensivo nei nostri confronti (per chi non lo sapesse sono uno degli anestesisti che pratica la parto analgesia) e poco aderente alla realtà scrivere quanto scritto. Come evidenziato dal nostro Direttore Generale il giorno successivo all'uscita dell'articolo su Il Centro il numero degli anestesisti, attualmente, risulta appena sufficiente a garantire il regolare svolgimento delle sedute operatorie. In questa situazione tenere in piedi il servizio di partoanalgesia significherebbe non riuscire a fare bene nè l'una nè l'altra cosa...immaginate se durante la partoanalgesia il vostro anestesista vi dicesse che deve andare a fare un altro intervento o, viceversa, pensate se il professionista a cui affidate la vostra vita durante una narcosi vi abbandonasse, seppur temporaneamente, per andare ad assistere una gravida durante il travaglio...incidentalmente questa eventualità risulta anche essere proibita dalla legge...grazie per la possibilità di chiarire anche il nostro punto di vista. Disponibile per eventuali ulteriori confronti. Dr. Roberto Romualdi Anestesista Rianimatore Delegato Aziendale AAROI-EMAC Asl Teramo
Il PD che dice al PD ma che . . . .. state facendo ? Ass. Regionale PD, Pres. Regione Abruzzo PD, Capogruppo Regionale PD di Teramo, . . . . . . . . BASTA? Ma questo PD è alla FINE.
Il pagliaccismo del PD si dimostra ogni volta, due donne del PD che criticano le scelte del PD di una direzione del PD in unita gestite da ex consiglieri , candati in ogni dove del PD.
Io ho partorito a roma , con parto naturale con l'aiuto del parto indolore! Be la nascita di un figlio è l esperienza più unica e meravigliosa al mondo, e viverlo senza quel dolore lacerante mi ha fatto vivere il parto in maniera più consapevole e ancora più unica!!! Se dovessi avere un altro figlio, ritornerò a roma o a sant'omero, non si può sentire che nel 2015 ancora stiamo all età del vecchio testamento!!! Una dottoressa molto rinomata a teramo ricordo che disse ad una gestante "si che tu sei una vera donna che non usi il parto indolore". Forse aveva ragione, forse non sarò "una vera donna" che ho partorito con parto indolore, ma mi ritengo più furba di altre nella essermi goduta il mio miracolo d amore!!