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DUE NUOVI PROGETTI PETROLIFERI NELL'ADRIATICO ABRUZZESE: IL COMUNE DI GIULIANOVA PASSI DALLE PAROLE AI FATTI

di Anonimo
1 minuto

Il 3 giugno scorso il Ministro dell'Ambiente, Galletti, e il Ministro dei Beni Culturali,  Franceschini, hanno adottato il decreto di compatibilità ambientale relativo al programma dei lavori per i progetti di prospezione «d 1 B.P-.SP» e «d 1 F.P-.SP» presentato dalla società Spectrum Geo.
Le aree interessate sono collocate nel Mare Adriatico centrale e Meridionale (Emilia-Romagna, Marche, Abruzzo, Molise, Puglia) ed hanno un'estensione di 14.128 Km2 e 16.169 Km2.
Le attività di prospezione saranno effettuate con la tecnica dell'air-gun.
Di fronte a questa nuova aggressione, è necessario il Comune di Giulianova, dopo aver inviato nel 2011, dietro nostra sollecitazione, osservazioni contrarie al progetto ed essersi pigramente "accomodato in decima fila" in occasione della manifestazione di Lanciano del 23 maggio scorso, si faccia promotore, assieme agli altri Comuni, alla Provincia ed alla Regione Abruzzo, di un ricorso al TAR Lazio contro il decreto di compatibilità ambientale del 3 giugno.

Passi dalle parole ai fatti, dando prova di essere contro la politica energetica del Governo Renzi e per il "no" alle trivelle nel Mediterraneo e su terra ferma.

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Commenti

Non sarebbe mica un'atto di disobbedienza verso il governo Renzi...tanto loro cosa ci guadagnano...
Si autorizzano scempi al nostro mare per ottenere vantaggi irrisori rispetto al fabbisogno energetico, mentre saranno grandi i profitti per i petrolieri. Il mare potrebbe diventare una più grande risorsa con lo sviluppo del turismo, ma invece di sporcarlo e martoriarlo dovrebbe essere curato, ripulito, protetto dai mercanti che deturpano e inquinano. Non sono meravigliato dal decreto del ministro di un governo che rappresenta gli interessi della grande finanza, dei Serra, dei Marchionne, dei Briatore e della confindustria. Non è sostenuto da rappresentanti del centrodestra solo per l'offerta della poltrona, ma perchè sta attuando un programma di centrodestra, anche se Renzi è obbligato a millantare e definirlo di sinistra. A realizzare la controriforma sul lavoro non c'era riuscito nemmeno Berlusconi. Chi nel Pd dissente dal verbo renziano mette a rischio cariche, incarichi e poltrone. Come avviene nel partito di Berlusconi, nel partito di Salvini e nel "non partito" di Grillo. Un ottimo argomento per allinearsi al padrone della ditta, o distinguersi con discrezione e senza disturbare. Nel Pci esisteva il centralismo democratico, ma a differenza di quanto avviene nel Pd, il segretario veniva scelto dai comunisti iscritti e non dagli avversari democristiani.