Confindustria porti in piazza i favorevoli a gas e petrolio e dopo si fanno i conti veri Dopo il grande successo della manifestazione a Lanciano, il 23 maggio scorso, che ha portato per le strade della città oltre 60.000 persone contrarie alle trivellazioni petrolifere nell’Adriatico e, nello specifico, alla piattaforma petrolifera denominata Ombrina Mare 2, la posizione di Confindustria Chieti Pescara ha riacceso la polemica fra gli industriali e i No triv. Arroganti e presuntuosi, per l’associazione di industriali di Chieti e Pescara: esternazioni alle quali il Comitato Abruzzese Beni Comuni e il Coordinamento Nazionale NO TRIV Sez. Abruzzo hanno deciso di rispondere con un durissimo comunicato. “Confindustria Chieti-Pescara ragiona ed argomenta per “sottrazione” e ha l’ ambizione di rappresentare tutti quelli che non erano a Lanciano il 23 maggio: quindi, secondo il think tank confindustriale, 60.000.000 (compresi minori, anziani, ecc.) meno 60.000 (secondo dati Questura e non di parte) farebbe il totale di tutti quelli rappresentati dall’Aquilotto di Viale dell’Astronomia.
Tutti a favore di gas e petrolio, si intende. Questa tesi, un po’ sempliciotta, non fa però i conti con la storia passata e recente di Confindustria: 1) a Torino, nel 1980, Confindustria portò nelle strade circa 40.000 tra quadri ed impiegati FIAT per rompere l’assedio dei Sindacati. Se Confindustria Chieti-Pescara ritiene di esserne capace, porti in piazza tutti coloro che sono a favore delle trivelle in Abruzzo; 2) restando sul terreno minato della “rappresentanza”, Confindustria Chieti- Abruzzo renda noti i dati relativi al numero delle imprese iscritte all’ associazione ed il suo trend negli ultimi anni. Siamo certi che non mancheranno sorprese. Quante sono le aziende che hanno lasciato Confindustria perché non si sentono più rappresentate da questa associazione che bada più agli interessi dei grossi gruppi (tra cui anche Enel, Eni, ecc. che siedono perfino nelle giunte di alcune strutture territoriali) e sempre meno a quelli delle piccole e medie imprese italiane che costituiscono la colonna portante dell’Italia che lavora e che produce? Barilla stesso affermò che in Confindustria esiste un macroscopico e gigantesco conflitto di interessi tra fornitori di energia ed imprese loro potenziali clienti;
3) a proposito di conflitto di interessi, ricordiamo a Confindustria Chieti- Pescara che il Ministro Galletti è stato costretto a procedere in fretta e furia all’avvio della procedura di nomina dei nuovi componenti della Commissione Tecnica AIA-VIA, a causa di alcune situazioni di incompatibilità che restano tutte da chiarire e già al centro di interrogazioni parlamentari; 4) sempre in tema di rappresentanza, il fatto che aziende leader nella generazione elettrica come ABB e SMA abbiano lasciato ruoli di rappresentanza ricoperti da anni all’interno dell’ANIE (Federazione Nazionale Imprese Elettrotecniche ed Elettroniche) di Confindustria dice qualcosa ai “teorici” dell’Aquilotto? 5) le analisi del think tank di Confindustria Abruzzo Chieti-Pescara sono abbastanza datate. Lanciano non è stata solo espressione dei movimenti “ambientalisti” (abbiamo una serie di testi da consigliare tra cui anche l’ enciclica di Papa Francesco “Laudato Sii” che verrà pubblicata entro giugno) e, giusto per tornare ad un argomento caro ai nostri “amici”, nulla ha a che fare con il NIMBY.
Scrivere il contrario denota semplicemente faziosità ed approssimazione nella conoscenza dei temi economici, energetici, ambientali e sociologici. La “menti pensanti” di Confindustria Chieti-Pescara e chi ne orienta la comunicazione andrebbero semplicemente “ri-formati” dal loro datore di lavoro. In alternativa, avremmo valenti professionisti da consigliare. Non sarebbe la prima volta, dopo il famoso precedente di Chicco Testa.
Abruzzo Beni Comuni – Coordinamento Nazionale NO TRIV Sez. Abruzzo
Commenta