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Muore un giornalista teramano

di Giancarlo Falconi
1 minuto

Pino De Rosa era un giornalista. Ho collaborato con lui nella breve esperienza de Il Giornale24ore. Mi chiamva secco. Era un uomo speciale. Enorme, con l'aria del bontempone. Ricordo le nostre colazioni. Lui e il suo latte e menta a tutte le ore. I suo cappuccini. Le sue storie di cronaca nera. Le sue limonate La sua stanchezza. La sua passione. La storia della sua vita. La sua morale. La sua etica. La sua onestà. Mi ricordava il libro di Tabucchi, Sostiene Pereira. Fabio mi aveva sempre detto che era per la cronaca nera, il migliore. Si muoveva sicuro. Agile nel suo possente corpo da rugbista. Era per me il punto di riferimento. Non sapeva scrivere ma aveva la notizia. Il cento per cento del lavoro di un giornalista di nera. Aveva l'essenza della notte e conosceva tutti...anzi riusciva a far credere di conoscere tutti...non è stato trattato bene, ma questo a Teramo, in questo mondo è una costante. Pino sa di chi parlo, vero Pinuccio? Non a nome loro...ma a nome nostro...ti abbraccio e ti piango amico mio.

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Commenti

Mi spiace davvero tanto. Non so perchè ma credevo che sarebbe riuscito a scofiggere la malattia: il suo sorriso e la sua stazza mi davano l'aria di essere invincibili... Un bacio grande come te, Pino.
Solo ora vengo a sapere della sua scomparsa, e subito, se penso a Pino, mi viene in mente quello che disse Egisto Corradi: "Il vero giornalismo si fa con la suola delle scarpe", e lui era un vero mastino della notizia, quella che si becca per strada e non collegandosi all'ansa, la fiutava, la ghermiva e non la mollava più. Ciao Pino.
Ho avuto modo di lavorarci per poco tempo...ma una persona "particolare" che si ricorda...all'apparenza burbera e scostante...dall'ironia pungente...ma pronto a dar consigli. Il tempo è stato troppo poco! ciao Pino
Pino... eri talmente pazzo, talmente coinvolgente che era impossibile dirti di no... ti appropriavi del mio telefono, della mia scrivania, del mio pc... Per me sei immortale. Non ti scorderò...