Pino De Rosa era un giornalista. Ho collaborato con lui nella breve esperienza de Il Giornale24ore. Mi chiamva secco. Era un uomo speciale. Enorme, con l'aria del bontempone. Ricordo le nostre colazioni. Lui e il suo latte e menta a tutte le ore. I suo cappuccini. Le sue storie di cronaca nera. Le sue limonate La sua stanchezza. La sua passione. La storia della sua vita. La sua morale. La sua etica. La sua onestà. Mi ricordava il libro di Tabucchi, Sostiene Pereira. Fabio mi aveva sempre detto che era per la cronaca nera, il migliore. Si muoveva sicuro. Agile nel suo possente corpo da rugbista. Era per me il punto di riferimento. Non sapeva scrivere ma aveva la notizia. Il cento per cento del lavoro di un giornalista di nera. Aveva l'essenza della notte e conosceva tutti...anzi riusciva a far credere di conoscere tutti...non è stato trattato bene, ma questo a Teramo, in questo mondo è una costante. Pino sa di chi parlo, vero Pinuccio? Non a nome loro...ma a nome nostro...ti abbraccio e ti piango amico mio.
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