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"Miracolo" a Teramo: Bambino guarisce da una patologia gravissima

di Giancarlo Falconi
2 minuti

Una storia che vi racconterò in modo leggero e in punta di piedi. Quasi un passaggio di comunicato stampa. Rispetto.
I genitori di Luca sono miei grandi amici e molto religiosi. Luca ha 9 nove anni e da oltre sei mesi era stato colpito da una forma devastante di leucemia. Ci siamo conosciuti in una corsia di ospedale. Entrambi calvi o quasi. Una tendenza di moda, dicevamo sorridendo. Siamo un unico abbraccio.
Vi risparmio i termini tecnici e la cartella medica. Cicli su cicli, che non promettevano nulla di buono sulla regressione della patologia.
I medici più volte, confidavano di una fase grave, ma non disperavano. Il viaggio in una capitale europea, in un altro centro americano, ma il protocollo, a parte le rispettive applicazioni e modi d'essere, rispettava una similare vita. Giulia, la mamma di Luca, è una fedele di Padre Pio da generazioni. Insieme alla nonna non ha mai smesso di pregare e  di invocare un miracolo al Santo Frate di Pietrelcina.
Un pomeriggio di attesa a mani giunte. L'odore di rosa e il valore mistico di un'energia vitale. Giulia all'improvviso, si è sentita rilassata e avvolta in uno stato di serenità. " Era come se tutto non avesse peso. Mi sentivo tranquilla e non più angosciata". Ci racconta.
I controlli di rito a Luca il giorno dopo hanno confermato alla scienza medica, ciò di cui la madre era sicura, un cambiamento radicale della cartella clinica. La forma di leucemia era in fase di remissione. Un caso?
Sinceramente poco m'importa. Chiamatelo come volete... miracolo della scienza, della fede...lasciamo la loro immortale diatriba, agli uomini senza dubbi, non m'interessa. Rimane il messaggio di fiducia che la famiglia di Luca mi ha chiesto di trasmettere, insieme alla loro gioia. Non mollate mai, parola di Luca.
 

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Commenti

Grazie Giulia!
Per personale esperienza, il miracolo è di un intero reparto, anzi di due, di Teramo e di Pescara che lavorano spesso in tandem. Il miracolo è in due grandi medici, Fioritoni a Pescara e Ricciotti a Teramo che lottano contro una sanità mandata volutamente allo sfascio e contro numeri di utenza sempre in crescita. Il miracolo è in tutti gli altri medici e in tutto il personale di questi reparti, sempre più subissati di lavoro ma sempre professionisti e umani. A loro va il mio grazie. A Luca va il mio sorriso, per quanto poco conti e il mio augurio per una vita felice. Ai loro genitori tutto il mio pensiero e il mio abbraccio.
sono felice per il piccolo luca e i suoi genitori anche se non li conosco...il miracolo è sicuramente la sua guarigione, ma il miracolo è soprattutto il messaggio di fede e di speranza di questa madre...il miracolo è commuoversi alle nove di mattina quando leggi questo articolo...il miracolo è avere la forza di credere...grazie!
Pensiero positivo. Credere al di là delle voci negative e dei credi generali. Provata più volte questa sensazione con identico risultato. Situazioni ritenute drammatiche per altri, si sono risolte felicemente... Felicità alla Famiglia e Luca viva nella gioia! Grazie!
E bravo G. Carlo Solo tu nel grigiore di qs. città in decadenza perenne sai farci commuovere, sai raccontare storie così drammatiche senza appesantirle con inutili orpelli. Sei il Cassius Clay dell'informazione Teramana ed Abruzzese: Diceva infatti il grande pugile statunitense di se stesso - VOLA COME UNA FARFALLA E PUNGI COME UN' APE. Tu sei spesso sferzante come l'ape che punge e della quale nulla ti rimane in mano, ma in casi come questo sai essere leggero come il volo di una farfalla. Iosono credente ma non so, ovviamente, se si tratta di miracolo della fede o della scienza . . .non penso che il problema sia questo; piuttosto il segnale forte sia nella volontà della madre che vuole trasmettere fiducia agli altri . . .perchè Tutta la realtà ha un connotato positivo e, in fondo, è fatta per il noastro bene. Non ci vuole molto ad iniziare la nostra giornata partendo non da ciò che non c'è ( a chi manca il lavoro, a chi la salute a chi affetti . . .tutti abbiamo i nostri problemi), partiamo invece da ciò che abbiamo, da chi ci vuole bene, dalla realtà che ci circonda e sapremo apprezzare ciò che veramente vale: il sorriso di una persona cara, un bel fiore appena sbocciato, il silenzio di un'attimo di pace. Per vivere i beni materiali, al di la di alcune cose strettamente necessarie,sono quasi inincidenti; ciò che conta è essere o cercare di essere in pace con se stessi e, per chi crede, con Dio. Il resto è fumo negli occhi che chi detiene il potere ci fa credere necessario e poi . . . .tutti a fare la fila per il tablet . . .mah !!!!!!!!
Che Dio vi benedica e che non vi manchi mai la forza e la voglia di pregare anche ora che tutto è ok.
Mi allaccio al messaggio di VERITAS per dire, casomai ce ne fosse bisogno che il Dott. Manlio Ricciotti è il vero angelo di quel reparto, un professionista serio e un uomo di una umanità straordinaria. a lui va la mia stima, il mio affetto e un fraterno abbraccio per quello che fa tutti i giorni, per i sorrisi che riesce a donare e per la speranza che infonde, in un reparto dove oltre la scienza medica occorrono davvero altre cose, che non si insegnano a scuola. Grazie Manlio, a nome di tanti! :-)
Manlio Ricciotti ha avuto una promozione, caro Varrassi? Ci pensi.
Non posso che unirmi alle parole di Enzo riguardo il dottor Ricciotti. Ricordo come ha curato nonna. Una persona di una competenza e di un'umanità uniche. E non scorderò mai la sua commozione nel momento più brutto in cui scese nelle stanze più brutte dell'ospedale per l'ultimo saluto a colei che per anni era stata una tra le sue pazienti. Ma per lui non era mai stata un numero. Non ho la fortuna (?) di avere il dono della fede. I veri miracoli li compiono tra quei corridoi persone come il dottor Ricciotti. Grazie
SONO FELICISSIMO DEL RISCONTRO E RINGRAZIO DIO PER L'ESITO POSITIVO.
Per mia sfortuna ho passato 3 anni fra il reparto di ematologia di Pescara e il day hospital di Teramo dove dirigente è il dott. Manlio Ricciotti. Soprattutto a quest'ultimo devo la mia eterna gratitudine per avermi fatto sorridere anche dopo un intervento che doveva essere risolutivo e che non lo è stato nell'immediato. Gratitudine per le sue mani che sfioravano il mio viso pieno di lacrime. Gratitudine per quell'abbraccio spontaneo che mi ha dato quando, dopo 3 lunghissimi anni, mi ha detto ''sei guarita, non riapro alcuna cartella e spero di non vederti più qui dentro''. A Luca i migliori auguri!