Una storia che vi racconterò in modo leggero e in punta di piedi. Quasi un passaggio di comunicato stampa. Rispetto.
I genitori di Luca sono miei grandi amici e molto religiosi. Luca ha 9 nove anni e da oltre sei mesi era stato colpito da una forma devastante di leucemia. Ci siamo conosciuti in una corsia di ospedale. Entrambi calvi o quasi. Una tendenza di moda, dicevamo sorridendo. Siamo un unico abbraccio.
Vi risparmio i termini tecnici e la cartella medica. Cicli su cicli, che non promettevano nulla di buono sulla regressione della patologia.
I medici più volte, confidavano di una fase grave, ma non disperavano. Il viaggio in una capitale europea, in un altro centro americano, ma il protocollo, a parte le rispettive applicazioni e modi d'essere, rispettava una similare vita. Giulia, la mamma di Luca, è una fedele di Padre Pio da generazioni. Insieme alla nonna non ha mai smesso di pregare e di invocare un miracolo al Santo Frate di Pietrelcina.
Un pomeriggio di attesa a mani giunte. L'odore di rosa e il valore mistico di un'energia vitale. Giulia all'improvviso, si è sentita rilassata e avvolta in uno stato di serenità. " Era come se tutto non avesse peso. Mi sentivo tranquilla e non più angosciata". Ci racconta.
I controlli di rito a Luca il giorno dopo hanno confermato alla scienza medica, ciò di cui la madre era sicura, un cambiamento radicale della cartella clinica. La forma di leucemia era in fase di remissione. Un caso?
Sinceramente poco m'importa. Chiamatelo come volete... miracolo della scienza, della fede...lasciamo la loro immortale diatriba, agli uomini senza dubbi, non m'interessa. Rimane il messaggio di fiducia che la famiglia di Luca mi ha chiesto di trasmettere, insieme alla loro gioia. Non mollate mai, parola di Luca.
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