Nella prima puntata dell'inchiesta, su un macello abusivo a Campli di capi di agnelli rubati, vi avevamo lasciati con un interrogativo. A chi sarebbero stati venduti gli agnelli macellati? A chi sarebbero stati venduti in passato? Con quale numeri di lotto identificativi? Chi c'è dietro quella lunga scia di sangue con lamenti senza fine? Notizie coperte dal segreto istruttorio ma che seguirebbe un filone di vendite che interesserebbe diversi esercizi commerciali e privati. Un garage come macello di Agnelli di appena tre mesi, appesi come panni funerari. Violando ogni norma igienico sanitaria, di sicurezza e sul benessere di animali. Una storia complessa che potrebbe aprire nuovi scenari investigativi. Dopo la denuncia per furti di animali, i Carabinieri e il Servizio Veterinario ( Sanità animali e degli alimenti di origine animale) dell'asl di Teramo erano entrati in una rimessa di una frazione farnese e la scena davanti ai loro occhi è stata veramente raccapricciante. Agnellini appesi, carcasse ovunque e altri piccoli, vivi, in continuo richiamo. Il proprietario degli animali è riuscito a "salvare" alcuni esemplari ancora in vita. Venti agnelli di circa tre mesi mentre 15 erano stati macellati. I Carabinieri ( Forestali-Campli e Nereto) hanno provveduto alla identificazione dei presunti autori del furto e della macellazione abusiva. Dopo aver informato la Procura, tutto è stato posto sotto sequestro e le carcasse sono state smaltite secondo legge da una ditta autorizzata. Le persone identificate sarebbero conosciute nell'ambito giudiziario.
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