TRISTEZZA E RAMMARICO.
Non avrei mai creduto di dover intervenire per un simile episodio. Prendo le distanze, in modo chiaro, da un messaggio apparso su “Due Punti” che proviene da una chat privata e che, una volta reso pubblico, ha giustamente suscitato indignazione in molte persone.
Un messaggio che non scritto io, ovviamente.
Chi mi conosce sa che questo modo di esprimersi e di pensare non mi rappresenta: non appartiene né alla mia persona né al mio modo di stare nel mondo.
Si tratta di un episodio deprecabile per il quale provo tristezza oltre che rammarico. Esprimo la mia piena solidarietà al sindaco di Teramo, Gianguido D’Alberto, vilmente colpito e agli amici Mimmo Sbraccia ed Emiliano Carginari, per la mancanza di sensibilità che emerge da quel messaggio.
Il mio pensiero va anche, con affetto, a due persone care a tutta la comunità teramana che non ci sono più e che meritano solo rispetto e memoria.
Ovviamente, ognuno è responsabile delle azioni e delle opinioni che esprime in una conversazione privata - così come è responsabilità personale quella di chi ha ritenuto di dover trasmettere ad una redazione, con il chiaro intento di coinvolgere la Provincia e la mia persona, una conversazione privata - ma per il rispetto che nutro verso il ruolo istituzionale che mi trovo a ricoprire, ora, non posso che esprimere il mio rammarico e anche le mie scuse per quanto accaduto a Gianguido D'Alberto.
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Ricordiamo al presidente della Provincia che la scelta dei suoi uomini di fiducia è una sua diretta responsabilità. Prendere le distanze da un simile commento è un dovere non un favore.
Inoltre dobbiamo ricordare che
- La chat era del Presidente della Provincia per l'organizzazione della sua elezione regionale e c' erano amministratori e dipendenti della Provincia. Stipendiati con i soldi dei cittadini teramani. Dobbiamo ricordare al Presidente della Provincia che un simile commento avrebbe meritato immediatamente un suo intervento e soprattutto un provvedimento all'autore? Non dopo che è stato reso pubblico ma nell'immediato sarebbe stato a nostro avviso, ora, piu credibile.Un provvedimento all'autore? È stato violato il codice etico?
Giancarlo Falconi
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