Stipendi aumentati arbitrariamente, rimborsi non dovuti, mandati di pagamento alterati e perfino anomalie relative a una cessione del quinto. È il sistema che, secondo la ricostruzione della Guardia di Finanza di Teramo, avrebbe permesso al responsabile dell’Area Finanziaria dell’Unione dei Comuni Monti della Laga di appropriarsi di circa 800mila euro tra il 2020 e il 2026.
Sono stati illustrati questa mattina, nel corso di una conferenza stampa, i dettagli dell’inchiesta che ieri, 22 ottobre, ha portato all’arresto del funzionario pubblico, accusato di peculato. Il provvedimento di custodia cautelare in carcere è stato disposto dal Gip del Tribunale di Teramo Roberto Veneziano, dopo l’interrogatorio preventivo, ed eseguito dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria. A presentare i dettagli dell'operazione il sostituto procuratore Stefano Giovagnoni, il Colonnello Vittorio De Blasio e Comandante provinciale della Guardia di Finanza di Teramo, e il Maggiore Chiara Iale Comandante del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Teramo.
Contestualmente è stato disposto il sequestro di beni per circa 800mila euro, finalizzato alla confisca del presunto profitto del reato, anche per equivalente.
Le indagini, coordinate dal procuratore della Repubblica Ettore Picardi e dal sostituto procuratore Stefano Giovagnoni, sono partite da un esposto scritto presentato dal segretario generale dell’Unione dei Comuni, che aveva segnalato anomalie contabili tali da compromettere la regolare gestione amministrativa dell’Ente.
Da quel momento è iniziata una complessa attività di ricostruzione dei movimenti finanziari, attraverso l’esame di numerosi documenti, dispositivi informatici, cedolini paga e mandati di pagamento. Il funzionario disponeva inoltre di diversi conti correnti bancari, circostanza che ha richiesto un lavoro particolarmente meticoloso per ricostruire i flussi di denaro e individuare le somme ritenute indebitamente percepite.
Secondo gli investigatori, l’uomo avrebbe modificato le voci relative al proprio stipendio, attribuendosi compensi aggiuntivi, rimborsi per spese non autorizzate e altre competenze inesistenti. Sarebbe poi intervenuto sui mandati di pagamento, trasformando importi di poche decine di euro in accrediti da migliaia di euro.
Ulteriori anomalie sarebbero emerse anche in relazione a una cessione del quinto dello stipendio sottoscritta dal dipendente. In particolare, secondo quanto spiegato durante la conferenza stampa, il funzionario non avrebbe applicato le trattenute dovute al momento della liquidazione della propria retribuzione, facendo così ricadere il relativo costo sull’Unione dei Comuni.
Il presunto meccanismo avrebbe inoltre prodotto conseguenze sulla posizione previdenziale e assistenziale dell’indagato, nonché sul trattamento di fine servizio, attraverso l’aumento delle somme considerate ai fini contributivi. Su questo fronte vengono contestati importi per circa 44mila euro. È stata quindi effettuata una segnalazione all’INPS, che sta provvedendo alla rettifica della posizione.
Un elemento centrale dell’inchiesta riguarda il ruolo ricoperto dal funzionario, che per quasi sei anni ha gestito l’Area Finanziaria dell’Unione disponendo di ampi poteri operativi.
Durante la conferenza stampa è stato definito il «dominus indiscusso» della gestione contabile, perché, di fatto, si trovava nella posizione di essere contemporaneamente controllore e controllato.
L’uomo aveva infatti accesso ai sistemi informatici dell’Ente, con la possibilità di creare, modificare o cancellare documenti digitali nelle diverse fasi amministrative. Era inoltre l’unico dipendente autorizzato a trasmettere i mandati di pagamento alla Tesoreria, che procedeva successivamente agli accrediti.
Tra gli ulteriori elementi emersi figura anche il tentativo, attribuito all’indagato, di accedere ai software dei Comuni presso i quali prestava la propria attività, mentre erano in corso gli approfondimenti sulla vicenda. Una circostanza che, secondo quanto riferito durante la conferenza stampa, avrebbe ulteriormente rafforzato gli elementi posti a sostegno della richiesta di sequestro.
Le presunte irregolarità avrebbero avuto ripercussioni anche sulla gestione dell’Unione, contribuendo alla mancata approvazione dei rendiconti degli anni 2023 e 2024 e del bilancio di previsione 2026-2028.
L’attività della Guardia di Finanza, tuttavia, non è conclusa. Gli investigatori stanno proseguendo gli accertamenti sulla correttezza dei rendiconti relativi alle annualità precedenti, ma soprattutto sull’eventuale responsabilità di altri soggetti e degli organismi pubblici deputati al controllo dell’Ente.
Gli approfondimenti dovranno quindi chiarire anche il funzionamento dei meccanismi di vigilanza amministrativa e contabile, per verificare se vi siano ulteriori responsabilità penali o contabili.
L’inchiesta riguarda l’Unione dei Comuni Monti della Laga, che comprende Campli, Cortino, Rocca Santa Maria, Torricella Sicura e Valle Castellana.
Le contestazioni formulate nei confronti del funzionario restano ipotesi accusatorie. La sua eventuale responsabilità sarà accertata soltanto all’esito del procedimento penale, nel rispetto del principio della presunzione di innocenza.
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