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Cari teramani, vi racconto il mio incidente con la bici a Piazza Garibaldi...

di Anonimo
3 minuti

La pista ciclabile di Piazza Garibaldi.

Ho sempre visto la paura capace di salvare, salvaguardare, proteggere anche quando non ti blocca ma ti rende guardingo. Quando ti fa da scudo, da avvisaglia, da paracolpi prima ancora di prenderli. 
Sono un’impavida però e un’ottimista forse, che dritta per la sua strada ha sfidato il destino pur non sapendolo, e che ha fatto i conti con tutte le criticità di una zona che avrebbe dovuto, forse come per molte altre persone, farle paura e spingerla a percorrere una strada alternativa per tenere salva la pelle.
Mi domando però se sia giusto cambiare strada per qualcosa che al di là della paura, se ha modo di esistere, è perché dovrebbe essere sicura. 

Giorno 4 di una vita che è cambiata senza preavviso dopo un volo dalla mia amata bici per ripiombare, poco più in là, sull’asfalto cocente in un pomeriggio assolato di maggio.
Non ricordo nitidamente come.
Stavo solo pedalando dentro la mia corsia ciclabile dopo essermi assicurata che la strada fosse percorribile.
Il vento caldo, la bici, la corsia rossa ciclabile, le macchine.
Non so se me ne sono accorta e il mio cervello si è attivato per proteggermi la testa, fatto sta che, a terra, la mia testa non ci si è schiantata eppure ho fatto un volo, quando una macchina non ha badato a me e mi ha colpita. 
Ero incredula. 
Spaventata. 
Ho visto quei due fari grandi dal basso così ho capito di essere a terra. 
L’asfalto bruciava sotto al mio corpo, ho cercato di alzarmi sulle braccia per paura che mi passassero sopra altre macchine perché ero in una rotonda, lo ricordavo bene questo e mi è preso il panico. Non riuscendoci del tutto però, sono rimasta a terra.
Nel frattempo qualcuno deve avermi detto tante cose tra cui di non muovermi poiché stava arrivando l’ambulanza. 
Dunque stavo ferma, a terra, con una scarpa mezza uscita e il sole che continuava a bruciare sull’asfalto che rilasciava calore e rendeva il tutto ancora più surreale, mentre l’intero mio corpo diventava sempre più dolorante.
Continuavo a non capire. Le lacrime sgorgavano copiose come fossi una bambina, non le riuscivo a trattenere  perché pensavo al fatto che, poco prima di uscire, mio figlio mi aveva chiesto se poteva venire con me.

Questo è solo il giorno 4 di un incidente che è capitato a me ma che poteva accadere a chiunque. 
In questi giorni mi hanno contattata in molti per dimostrarmi vicinanza e affetto e tutti dicevano la loro su una pista ciclabile che, solo oggi lo capisco, avrebbe dovuto farmi più paura per tutte le criticità che si porta dentro e i pericoli che prima, fiduciosamente, non vedevo. 
Ma -e questo lo dico con grande convinzione- la vita e la salvezza delle persone non possono dipendere da una propria personale  paura. 
Questa volta ci sono capitata io e mi reputo una miracolata nonostante tutti gli enormi disagi che sto vivendo (e che non sto qui ad elencare) rispetto anche solo a quello che sarebbe potuto essere. 
Non posso non pensare però alla prossima persona che ci capiterà e che potrebbe essere un po’ meno “fortunata” di me. 

A chi decide, a chi regola, a chi ha il potere. 
Pensateci bene se lasciare un luogo così allo sbaraglio tanto da essere pericoloso. 
Pensateci, perché in fondo ciò che nessuno dovrebbe mai dimenticare è che prima o poi gli altri potremmo essere NOI.


Lettera Firmata

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Commenti

Gentilissima Signora,nell' augurarle una pronta guarigione ma soprattutto, che le passi presto lo spavento subito, spero che le sue parole trovino un minimo di riscontro da parte di questa Amministrazione incapace ed assente........

Caro Sindaco, Teramo ha bisogno di un piano viabilità fatto da professionisti e non di piste ciclabili rosso sangue.

Una volta chi andava in bici sapeva benissimo che se pedalavi in mezzo al traffico dovevi avere mille occhi in quanto attività pericolosissima. Poi arrivarono i gretini e fecero realizzare delle corsie preferenziali delimitate da semplici strisce di vernice su strade che, già di per sé, erano strette per i soliti mezzi.... Questo contribuì a far crescere nei ciclisti la certezza dell'invulnerabilita' che, prima delle strisce, non avevano mai avuto... Il resto è storia.

Un incidente può succedere anche se vai a piedi....

Corsia ciclabile, non pista ciclabile! Sinceri auguri Signora.

Perfettamente d'accordo.

Io mi chiedo come si può fare un passaggio ciclabile nelle strade centrali della città dove il traffico e la larghezza delle strade stesse e già in sufficiente di per sé. Solo l'incompetenza di una amministrazione può fare. Povera città allo sbando.

Togliam9 subito quel.prcorso ciclabile a piazza garibaldi....non è a norma sicurezza t