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GDF PESCARA: OPERAZIONE “EASY GAME”. A PICCIANO E PESCOSANSONESCO L’ONTA DELL’ABUSO D’UFFICIO SUGLI INCENTIVI AI TECNICI DELLA P.A.. SEGNALATO UN DANNO ERARIALE DI 28 MILA EURO.

di Giancarlo Falconi
2 minuti

Affidamenti diretti senza procedure comparative, liquidazioni con abuso di risorse finanziarie destinate
all’ammodernamento tecnologico e persino autopagamenti.
È questo il quadro emerso dall’inchiesta condotta dalle Fiamme Gialle di Popoli presso i comuni di Picciano e Pescosansonesco nell’ambito dell’operazione “Easy Game”, per cui sono stati denunciati per abuso d’ufficio 5 responsabili dei servizi tecnici e finanziari, segnalati anche alla Procura Regionale della Corte dei Conti per aver cagionato un danno erariale di 28 mila euro.

Le indagini hanno portato a galla le irregolarità degli appalti pubblici banditi dai due enti locali della provincia di Pescara per rimediare alle recenti emergenze climatiche e ambientali che hanno colpito il territorio, dal sisma dell’agosto 2016 al maltempo del gennaio 2017.
Il dossier delle amministrazioni comunali di Picciano e Pescosansonesco riporta, infatti, una fitta
documentazione riguardante lavori di messa in sicurezza di edifici storici, centri abitati, strade, scuole e santuari.

Opere di interesse collettivo, per la realizzazione delle quali sono arrivati alle casse locali contributi straordinari, con annesso stanziamento di appositi fondi di risorse finanziarie da destinare, a titolo di incentivo, ai dipendenti pubblici per lo svolgimento di funzioni tecniche rese in relazione all’appalto, come le attività di programmazione della spesa, la valutazione preventiva dei progetti, il controllo e la direzione dei lavori.
Una cassa che si è trasformata, in poco tempo, in un tesoretto di quasi 56 mila euro da ripartire, sulla base di un regolamento adottato dai comuni secondo i rispettivi ordinamenti, tra i responsabili delle funzioni tecniche e finanziarie e i loro collaboratori. Ed è da qui che sembra sia partita una catena di montaggio che ha portato all’abuso di metà del fondo, 28 mila euro di incentivi che sanno di tangenti, perché indebitamente liquidati per i motivi più disparati: affidamenti diretti senza procedure comparative, assenza di copertura finanziaria, compimento di attività non incentivabili e non specialistiche, come generici studi di fattibilità, ovvero, sviamento del 20% delle somme destinate all’innovazione tecnologica, o ancora, mancato pagamento delle quote previste per l’Irap, la Cassa Pensioni Dipendenti Enti locali e l’INAIL.
E nel team dei tecnici c’è stato anche chi, in assenza del provvedimento autorizzatorio di un responsabile terzo, gli incentivi se li è autoliquidati.
 

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