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Teramo, dalla scuola ai laboratori di Londra: il percorso di Marco Di Antonio nella ricerca sul DNA

di Giancarlo Falconi
3 minuti

C’è una storia che parte da Teramo e arriva fino a uno dei più importanti centri di ricerca europei. È quella di Marco Di Antonio, ex studente del Polo Tecnologico Economico “Alessandrini-Marino-Pascal-Comi-Forti”, oggi ricercatore all’Imperial College di Londra, dove coordina studi avanzati nel campo della biologia molecolare.
Durante il Collegio dei docenti di inizio anno scolastico, la dirigente Maria Letizia Fatigati ha voluto sottolineare il valore del suo percorso, rivolgendo a Di Antonio, a nome dell’intera comunità scolastica, un riconoscimento per i risultati ottenuti dal suo gruppo di ricerca.
Al centro delle più recenti attività scientifiche ci sono i G-quadruplex, particolari strutture del DNA capaci, in determinate condizioni, di assumere una configurazione a quattro filamenti.
Queste strutture sono presenti in regioni del genoma coinvolte nella regolazione dell’attivazione e della disattivazione dei geni e da tempo rappresentano un importante campo di studio per comprendere meglio il funzionamento delle cellule.
L’ultimo lavoro del gruppo guidato da Di Antonio, pubblicato sulla rivista scientifica Nucleic Acids Research, si concentra sulla proteina Cockayne Syndrome B (CSB), associata alla sindrome di Cockayne, rara malattia genetica caratterizzata anche da fenomeni di invecchiamento precoce.
In laboratorio i ricercatori hanno osservato che la proteina CSB può formare condensati simili a piccole goccioline liquide e che questo processo appare particolarmente evidente in presenza di G-quadruplex multimolecolari, indicati come mG4.
Si tratta di un fenomeno collegato alla cosiddetta separazione di fase, attraverso la quale alcune molecole possono organizzarsi in compartimenti dinamici all’interno della cellula senza essere delimitate da una membrana.
I risultati suggeriscono che non soltanto la sequenza del DNA, ma anche la sua forma tridimensionale, possa avere un ruolo nel comportamento delle proteine che regolano l’espressione dei geni.
Una linea di ricerca che potrebbe contribuire, nel tempo, a comprendere meglio alcuni meccanismi legati all’invecchiamento e allo sviluppo di patologie come il cancro.
Studi precedenti dello stesso gruppo avevano già evidenziato un accumulo di G-quadruplex nelle cellule di tumore ovarico durante lo sviluppo della resistenza alla chemioterapia, associandolo a significative variazioni dell’espressione genica.
Le eventuali applicazioni terapeutiche restano comunque ancora da approfondire. Saranno necessari ulteriori studi, soprattutto su cellule viventi e modelli biologici più complessi, per confermare quanto osservato in laboratorio e valutare la possibilità di individuare nuovi bersagli farmacologici.
Per la scuola teramana, però, il risultato scientifico racconta anche qualcosa di più: la distanza tra un banco di scuola e un laboratorio di ricerca internazionale può essere molto più breve di quanto sembri.
 

Il significato più forte del riconoscimento voluto dalla dirigente Fatigati all’inizio del nuovo anno?

 Ricordare agli studenti che la formazione ricevuta oggi può diventare domani ricerca, innovazione e un percorso capace di portare Teramo dentro la comunità scientifica internazionale.

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