Uno squalo grigio lungo circa un metro e mezzo, per un peso stimato di una cinquantina di chilogrammi, è stato catturato nelle acque antistanti Scerne di Pineto, a circa 200 metri dalla costa, nel tratto di mare vicino alla foce del fiume. Un episodio raro e di particolare interesse, soprattutto per la distanza dalla riva alla quale è stato trovato l’esemplare.
La cattura risale a circa due o tre settimane fa ed è stata successivamente segnalata alla Capitaneria di porto. In un primo momento, la vicenda era stata indicata come la cattura di uno squalo volpe. L’identificazione, però, è stata successivamente rivista grazie all’analisi di un biologo marino, che ha riconosciuto nell’esemplare uno squalo grigio.
Secondo quanto riferito, l’animale sarebbe stato catturato di notte, con una canna da pesca e a bordo di una barca, durante una battuta nelle acque al largo di Scerne.
L’esemplare, lungo circa 1,5 metri e con un peso stimato intorno ai 50 chilogrammi, presenta caratteristiche che possono rendere non immediata l’identificazione. La pinna dorsale e quella caudale possono infatti ricordare quelle dello squalo leuca, mentre il muso più allungato costituisce uno degli elementi distintivi che hanno consentito al biologo marino di identificarlo come squalo grigio.
La particolarità dell’episodio è però soprattutto legata al luogo. Lo squalo è stato catturato a circa 200 metri dalla costa, in prossimità della foce del fiume, quindi in acque estremamente vicine al litorale. Un dato che rende la segnalazione ancora più interessante e che contribuisce a fare della cattura un caso raro per le acque costiere del Teramano.
Lo squalo grigio è una specie presente nel Mediterraneo, ma incontrare un esemplare di queste dimensioni così vicino alla costa non è un evento frequente. La segnalazione assume quindi un particolare valore anche dal punto di vista naturalistico, perché documenta la presenza di un grande predatore in un tratto di Adriatico dove la sua osservazione non è abituale.
L’episodio si inserisce inoltre in un contesto più ampio di cambiamento dell’ambiente marino. Il Mediterraneo sta registrando un progressivo aumento delle temperature dell’acqua, fenomeno legato ai cambiamenti climatici, e questo può influenzare la distribuzione delle specie, i loro spostamenti e la disponibilità delle risorse alimentari.
Non sarebbe corretto attribuire direttamente la presenza dello squalo grigio a Scerne al cambiamento climatico sulla base di un singolo episodio. Tuttavia, proprio la comparsa o l’osservazione di specie in aree meno consuete rappresenta un fenomeno che merita di essere seguito nel tempo attraverso osservazioni e monitoraggi scientifici.
La vicenda di Scerne racconta così un incontro insolito e raro con uno dei grandi predatori del Mediterraneo: uno squalo grigio di circa un metro e mezzo, a poche centinaia di metri dalla spiaggia, prima segnalato come squalo volpe e poi correttamente identificato da un biologo marino.
Un episodio che, oltre alla curiosità, offre un’occasione per guardare con maggiore attenzione a ciò che sta accadendo sotto la superficie del nostro Adriatico.
Commenta