Andrea Moretti, l’artista che raccontava la fragilità del mondo
Crognaleto si stringe ancora attorno alla famiglia e agli amici del giovane morto dopo la caduta nel cantiere del Colosseo. Nel suo ricordo anche le opere, i cuori con il suo nome e quella sfera di ferro lucido che oggi assume un significato ancora più profondo.
Andrea Moretti era anche un artista. Un ragazzo capace di affidare al ferro, alle forme e alle idee una parte del proprio modo di guardare il mondo.
La famiglia ricorda in particolare una sua opera: una sfera vuota, realizzata in ferro lucido. Una forma apparentemente semplice, aperta verso l’esterno, quasi consegnata al mondo e all’uomo. Dentro quella struttura Andrea aveva racchiuso un pensiero preciso: raccontare quanto proprio la mano dell’uomo possa incidere sulla fragilità della Terra, trasformandola, ferendola, arrivando persino a determinarne la rovina.
Oggi quella sfera sembra parlare ancora di più.
Racconta Andrea oltre la tragedia, oltre la caduta avvenuta nel cantiere del Colosseo che gli ha tolto la vita. Racconta la sensibilità di un giovane che sapeva osservare, creare, arrampicare, immaginare.
Crognaleto continua a stringersi attorno alla sua famiglia. Un lungo abbraccio collettivo che passa attraverso il dolore, i ricordi e i piccoli simboli lasciati dagli amici.
Ci sono i cuori con la scritta “Andrea”. Ci sono i pensieri, le fotografie, le parole di chi lo ha conosciuto. Ci sono soprattutto quelle opere che oggi restano come una voce silenziosa.
L’ultimo saluto ha raccolto attorno alla famiglia anche una significativa presenza istituzionale. Ai funerali, celebrati a Tottea, hanno partecipato il ministro della Cultura Alessandro Giuli, in forma privata, e il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio. La loro presenza era stata confermata già nelle ore precedenti alle esequie.
Accanto a loro la consigliera regionale Marilena Rossi, i consiglieri regionali Sandro Mariani e Giovanni Cavallari, il sindaco di Crognaleto Orlando Persia, il sindaco del Capoluogo, Gianguido D 'Alberto e i sindaci della provincia di Teramo, arrivati per rappresentare idealmente l’abbraccio di un intero territorio alla famiglia Moretti.
Una partecipazione che ha restituito la dimensione di un dolore capace di andare oltre Tottea e Crognaleto. Nel giorno delle esequie il Comune aveva proclamato il lutto cittadino, mentre la famiglia aveva chiesto massimo rispetto e riservatezza per la celebrazione.
Andrea Moretti non era soltanto il ragazzo appassionato di montagna e arrampicata di cui si è parlato dopo la tragedia. Era un giovane capace di trasformare un pensiero in materia, un’emozione in una forma, una domanda sul futuro dell’uomo in un’opera d’arte.
Forse proprio quella sfera vuota, lucida e aperta al mondo rappresenta oggi una delle immagini più autentiche per ricordarlo: fragile e forte nello stesso momento, esposta alla mano dell’uomo, ma ancora capace di riflettere la luce.
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