Salta al contenuto principale

INPS. Visite 104, invalidità a Teramo, utenti esasperati: «Pochissimo preavviso e pratiche bloccate»

di Giancarlo Falconi
3 minuti

TERAMO – Dietro una domanda di invalidità non c’è quasi mai soltanto una pratica amministrativa. Ci sono persone anziane, cittadini con difficoltà motorie, famiglie costrette a organizzare accompagnamenti, lavoratori che devono chiedere permessi e figli che ogni giorno assistono genitori non autosufficienti.
Ed è proprio da alcune di queste famiglie che stanno arrivando segnalazioni relative all’organizzazione delle procedure per il riconoscimento dell’invalidità e dei benefici collegati alla disabilità a Teramo.
Il percorso prevede, in linea generale, il rilascio e la trasmissione telematica all’INPS del certificato medico introduttivo da parte del medico certificatore. Per le procedure nelle quali è ancora previsto l’abbinamento con la domanda amministrativa, il certificato ha una validità di 90 giorni. Successivamente si procede all’accertamento sanitario secondo le modalità previste dall’Istituto.
Il problema, secondo quanto raccontato da diversi utenti alla nostra redazikne, sarebbe ciò che accade nella gestione concreta delle convocazioni e delle pratiche.
 

Una delle contestazioni riguarda gli accompagnatori, che, secondo le testimonianze raccolte, in alcune circostanze non potrebbero salire insieme alla persona convocata. Una difficoltà tutt’altro che secondaria quando a presentarsi per un accertamento è proprio una persona che chiede il riconoscimento di una condizione di disabilità e può quindi avere problemi di mobilità, orientamento o autonomia.
 

C’è poi la questione dei tempi delle convocazioni. Alcuni cittadini riferiscono di essere stati avvisati il venerdì per una visita fissata già al lunedì successivo.
Pochissimi giorni per organizzarsi.
Chi lavora deve riuscire a ottenere un permesso. Chi non guida deve trovare qualcuno disponibile ad accompagnarlo. Chi presenta limitazioni importanti deve predisporre spostamenti e assistenza. Quello che sulla carta può sembrare un semplice appuntamento, per molte famiglie diventa una piccola operazione logistica.
 

Ancora più delicata è la segnalazione relativa a pratiche che, secondo alcuni utenti, risulterebbero bloccate da molto tempo, in alcuni casi addirittura da anni. Circostanze che naturalmente meritano una verifica puntuale, pratica per pratica, ma che pongono una domanda inevitabile sui tempi di definizione delle richieste.
 

Un altro capitolo riguarda il congedo straordinario per l’assistenza ai familiari con disabilità grave. La prestazione è prevista, in presenza dei requisiti, per lavoratori dipendenti che assistono familiari riconosciuti in situazione di disabilità grave ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 104/1992.
 

Ci sono figli che, non potendo più contare su strutture o altre forme di assistenza per i propri genitori, chiedono il congedo proprio per occuparsene personalmente. Anche su questo fronte ci vengono riferiti ritardi nella definizione delle domande o casi nei quali il beneficio non sarebbe stato riconosciuto.
Non entriamo nel merito delle singole posizioni, che possono naturalmente essere condizionate dalla presenza o meno dei requisiti previsti dalla legge e dalla documentazione presentata. Ma quando segnalazioni diverse finiscono per descrivere difficoltà simili, è giusto chiedere chiarimenti.
 

Perché convocare, quando accade, una persona con un preavviso di appena pochi giorni? Quali sono le regole per l’accesso degli accompagnatori? Quante pratiche di invalidità risultano attualmente pendenti a Teramo e da quanto tempo? Quali sono i tempi medi per la definizione delle richieste di congedo straordinario?
 

Domande semplici, soprattutto perché riguardano persone fragili e famiglie che spesso arrivano davanti a uno sportello dopo mesi o anni trascorsi tra malattia, assistenza e burocrazia.
 

Sarebbe utile una risposta dell’INPS di Teramo capace di chiarire procedure, numeri e tempi.
Perché quando si parla di disabilità, anche l’organizzazione di una convocazione e il tempo impiegato per chiudere una pratica diventano parte dell’assistenza dovuta al cittadino.

Commenta

CAPTCHA