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Comunità Montana della Laga, stipendi fermi da oltre sette mesi: la UILFP diffida la Regione Abruzzo

di Giancarlo Falconi
3 minuti

TERAMO – Oltre sette mesi senza stipendio e un ente che, secondo il sindacato, sarebbe ormai vicino alla paralisi amministrativa e finanziaria. La UIL Funzione Pubblica alza il livello dello scontro sulla situazione della Comunità Montana della Laga – Zona “M” e annuncia di aver formalmente diffidato la Regione Abruzzo.
A denunciare una condizione definita di «estrema gravità» è il coordinatore regionale Enti Locali della UILFP, Alfiero Di Giammartino, che in una nota datata 13 agosto ricostruisce una crisi che, anziché trovare soluzione, si sarebbe ulteriormente aggravata negli ultimi mesi.
La Comunità Montana della Laga – Zona “M”, ente commissariato in attesa delle determinazioni della Regione Abruzzo, continuerebbe infatti a operare in una situazione di forte difficoltà finanziaria, amministrativa e gestionale.
Secondo la UILFP, non sarebbero bastate le comunicazioni e le richieste avanzate dal commissario in carica e dalle istituzioni del territorio. Alla Regione sarebbero state più volte rappresentate le criticità dell'ente e la necessità di trasferire le somme necessarie per far fronte al rimborso dei mutui, agli stipendi del personale, agli oneri previdenziali e assistenziali e alle altre spese obbligatorie.
Risorse che, denuncia il sindacato, non sarebbero ancora arrivate.
Una situazione che starebbe producendo conseguenze sempre più pesanti. La mancanza dei trasferimenti regionali, secondo la UILFP, starebbe determinando una vera e propria paralisi della Comunità Montana, mettendo a rischio persino le funzioni amministrative e gestionali più elementari.
Ma il punto più drammatico riguarda i lavoratori.
I dipendenti non percepirebbero lo stipendio da oltre sette mesi. Eppure, sottolinea il sindacato, avrebbero continuato a svolgere il proprio lavoro e a garantire le attività dell'ente «con senso di responsabilità e spirito di servizio».
Una condizione che la UILFP considera ormai insostenibile sia dal punto di vista umano sia da quello giuridico.
Il problema, inoltre, sarebbe strutturale: la Comunità Montana non disporrebbe di entrate proprie sufficienti per superare autonomamente la crisi di liquidità e dipenderebbe quasi interamente dai trasferimenti regionali previsti dalla normativa.
Il mancato arrivo delle somme, dunque, impedirebbe materialmente all'ente di pagare stipendi e creditori e di adempiere ai propri obblighi, con ricadute che finirebbero per colpire non soltanto i dipendenti ma anche i territori montani serviti dalla Comunità.
A preoccupare il sindacato sono anche le possibili conseguenze contabili e amministrative: nuovi contenziosi, crescita dell'esposizione debitoria e ulteriori costi che, secondo la UILFP, potrebbero essere evitati attraverso un intervento tempestivo della Regione.
Da qui la decisione di passare dalle richieste alla diffida formale.
«Questo atteggiamento non è più tollerabile», scrive il sindacato, chiedendo risposte concrete in tempi brevi e avvertendo che non saranno accettati ulteriori rinvii o inadempienze.
La UILFP annuncia infine che sarà pronta ad attivare ogni iniziativa utile alla tutela dei lavoratori.
Dopo oltre sette mesi senza retribuzione, dunque, la vicenda della Comunità Montana della Laga entra in una fase nuova: non è più soltanto una crisi finanziaria dell'ente. È diventata una vertenza aperta con la Regione Abruzzo, con decine di settimane di stipendi arretrati che attendono ancora una risposta.

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