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Fondazione Tercas, Clara Moschella ritira la candidatura: «Non voglio essere il punto di scontro. La scelta torni sul merito». Sconfitta la strana coppia, Mariani-D'Angelo

di Giancarlo Falconi
4 minuti

Cronaca di una sconfitta annunciata. Elezioni membro di indirizzo FondazioneTercas.

Il pareggio nella prima votazione non è stato letto come una sconfitta. Al contrario, per Clara Moschella quei quattro voti ottenuti nella corsa al Consiglio di Indirizzo della Fondazione Tercas rappresentano il riconoscimento di una candidatura costruita, sostiene, sui requisiti indicati dall’avviso pubblico.
Ma proprio dopo lo stallo del 4 a 4, Moschella ha deciso di ritirare la propria candidatura, spiegandone le ragioni in una nota nella quale il richiamo al merito diventa il punto centrale della decisione.
«Quei quattro voti sono maturati ponendo competenza, titoli, curriculum e merito quali prerequisiti della scelta, in coerenza con una precisa indicazione dell’Avviso», scrive.
La candidata uscente dalla competizione chiarisce però di non voler diventare il terreno sul quale possano concentrarsi tensioni e divisioni che, a suo giudizio, rischierebbero di spostare il confronto lontano dai criteri professionali.
«Non intendo diventare il punto sul quale possano scaricarsi tensioni e lacerazioni originate da legami e consuetudini appartenenti ad altre sfere», sottolinea Moschella, spiegando che il senso di responsabilità l’ha portata a sottrarsi a una contesa che rischierebbe di «allontanarsi dal terreno sul quale avrebbe dovuto svolgersi: quello del merito».
Da qui la scelta di fare un passo indietro, che però non viene presentata come definitiva.
Moschella annuncia infatti di volersi riservare la possibilità di riproporre la propria candidatura quando «titoli, competenze e specificità professionale torneranno a rappresentare la linea guida prioritaria della scelta».
Nella nota arriva anche un passaggio rivolto alle istituzioni e alle realtà associative impegnate nella promozione culturale e nella crescita del territorio. L'auspicio è che vi sia sempre una corrispondenza tra i principi dichiarati e le decisioni assunte.
Particolarmente netto il riferimento all’avviso del sindaco di Teramo, che indicava tra gli ambiti richiesti quelli dell’istruzione, della formazione e della ricerca.
Per Moschella si tratta di indicazioni che non possono essere interpretate liberamente.
«Sono parole dal significato preciso, che non hanno bisogno di sinonimi creativi né si prestano a interpretazioni di comodo: individuano ambiti sostanziali di esperienza e competenza».
La lettera si chiude senza toni di rottura. Moschella afferma infatti di lasciare la competizione «con serenità», continuando a dichiarare fiducia nelle istituzioni.
Resta, però, il messaggio politico-istituzionale della sua rinuncia: un passo indietro per evitare che una candidatura personale diventi motivo di scontro, accompagnato dalla richiesta che nelle prossime scelte per la Fondazione Tercas il peso di curriculum, competenze e requisiti indicati negli avvisi torni ad essere decisivo.

Se fossimo in Zuccarini, probabilmente non saremmo molto contenti delle parole della professoressa Moschella. Per il sindaco D’Alberto, invece, potrebbero esserci ripercussioni politiche ma senza problemi di tenuta.
Del resto di Paolo Gatti capaci di trovare la forza politica per far cadere un sindaco amico non ce ne sono molti in giro.
Maurizio Brucchi, dal canto suo, tra il periodo precedente e quello successivo alla nomina a direttore regionale dell’Agenzia sanitaria, ha trovato anche il tempo per guardarsi intorno e individuare possibili nuovi candidati.
E poi c’è la strana coppia: Mariani e D’Angelo. I due eterni litiganti ( avversari nelle ultime provinciali) non possono certo aver accolto con soddisfazione una sconfitta politica tanto sonora, soprattutto perché maturata in un ambiente, quello culturale della città di Teramo, nel quale il risultato assume un peso particolare di riconoscimento. Questa volta il capoluogo ha detto no.
Mariani non è ancora pronto per Teramo e tornerà a giocare la sua partita in Consiglio regionale. D’Angelo non sarà mai all'altezza della Città e dopo le  brutte figure del Delfico, degli autovelox e della cabinovia, si preparerà ad affrontare nuove assunzioni con i bandi di norma.


4 Operatori generici part time (cat.A)
6 Agenti Polizia Locale
12 Operatori tecnico-manutentivi part time  (cat. B - cantonieri)
2 Funzionari tecnici (cat. D)

A queste nuove assunzioni si aggiungono quelle già inserite precedentemente e ancora da avviare, le quali riguardano:
1 Giornalista pubblico part time
2 Funzionari amministrativi

Altro che Mariani e la Fondazione.

Musica Maestro.

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