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Teramo, il Dup 2027-2029 finisce sotto diffida: «Fermate il voto o i consiglieri rischiano responsabilità personali»

di Giancarlo Falconi
6 minuti

TERAMO – Il voto sul Documento unico di programmazione 2027-2029 si trasforma in un caso politico e amministrativo. A pochi giorni dalla seduta del Consiglio comunale del 6 agosto, una formale diffida invita il presidente dell’assemblea Alberto Melarangelo, tutti i consiglieri e il segretario generale Daniela Marini a non procedere con l’approvazione del Dup.
L’atto, firmato il 3 agosto, prende di mira il documento licenziato dalla Giunta con la deliberazione numero 291 del 27 luglio 2026. Al centro delle contestazioni ci sono presunte irregolarità di carattere strutturale, contabile, cronologico e organizzativo, riferite soprattutto alla configurazione della Polizia Locale e alle funzioni attribuite al comandante.
Si tratta, è necessario precisarlo, delle tesi formulate dalla firmataria della diffida, che dovranno essere valutate dagli uffici comunali e dagli organi competenti.
 

La struttura della Polizia Locale nel mirino
Il primo rilievo riguarda la presenza, nel Dup, di un’Area dirigenziale autonoma della Polizia Locale riferita alla situazione organizzativa del Comune al 30 giugno 2026.
 

Secondo quanto ricostruito nella diffida, a quella data sarebbe stata ancora vigente la macrostruttura approvata con la deliberazione di Giunta numero 244 del 2025, nella quale la Polizia Locale sarebbe stata classificata come ufficio e non come area dirigenziale.
 

Soltanto con la successiva deliberazione numero 265 del 9 luglio 2026 sarebbe stata introdotta una nuova organizzazione, la cui efficacia sarebbe stata collegata alla futura assunzione di un dirigente.
 

Da qui l’obiezione: il Dup avrebbe rappresentato come già operativa al 30 giugno una struttura che, secondo la firmataria, sarebbe stata definita soltanto successivamente e non sarebbe ancora entrata pienamente in funzione.
I dubbi sulle funzioni del comandante
 

Un secondo fronte riguarda il ruolo attribuito al comandante della Polizia Locale.

 La diffida sostiene che, nel periodo preso in esame, il responsabile non avrebbe posseduto una qualifica dirigenziale, risultando invece inquadrato come funzionario con elevata qualificazione.
 

Vengono così messi in discussione alcuni provvedimenti sottoscritti nell’ambito del Corpo, comprese le determinazioni numero 72 e 73 del 2026 e ulteriori atti richiamati nella documentazione.
 

Secondo la tesi contenuta nella diffida, tali provvedimenti potrebbero essere viziati perché adottati nell’esercizio di funzioni dirigenziali senza un formale conferimento. Una prima segnalazione sul tema sarebbe già stata presentata il 24 luglio e acquisita dal Comune con il protocollo numero 51898 del 2026.
 

Tra gli atti citati figurano anche procedure di gara e affidamenti, compresa la determinazione numero 174 del 17 luglio 2026 e alcuni provvedimenti presupposti risalenti al 2025. 

Il rischio denunciato è che il Dup possa recepire e consolidare una serie di atti amministrativi già formalmente contestati.
 

Personale e copertura finanziaria
La diffida richiama inoltre il verbale numero 10 del 27 marzo 2026 del Collegio dei revisori dei conti.
Secondo la ricostruzione proposta, il piano del fabbisogno del personale avrebbe previsto soltanto due posti dirigenziali complessivi, entrambi destinati ad altre aree dell’Ente, senza contemplare un dirigente per la Polizia Locale.
Non risulterebbero inoltre una specifica copertura finanziaria e uno stanziamento autonomo destinato alla nuova posizione dirigenziale.
La presunta incoerenza tra gli strumenti di programmazione comunale porta quindi alla richiesta di acquisire, prima del voto, un nuovo parere specifico del Collegio dei revisori.
 

L’ipotesi di una retrodatazione
Il passaggio più duro dell’atto riguarda la presunta retrodatazione della nuova organizzazione della Polizia Locale.
 

La diffida ricorda che le criticità legate all’assenza di un dirigente sarebbero emerse pubblicamente durante il Question Time del 16 luglio. Nonostante ciò, il Dup approvato dalla Giunta il 27 luglio avrebbe fotografato la nuova struttura come già esistente alla data del 30 giugno.
Secondo la firmataria, questa ricostruzione produrrebbe l’effetto di attribuire validità retroattiva a un assetto organizzativo non ancora istituito, legittimando di conseguenza incarichi, atti, gare, affidamenti e liquidazioni adottati in precedenza.
A sostegno delle contestazioni vengono richiamate pronunce del Tar, del Consiglio di Stato, della Cassazione e della Corte dei conti. Tra queste figura anche la sentenza numero 477 del 2026 del Tar Abruzzo, oltre a un precedente relativo al Comune di Cattolica esaminato dal Tar Emilia-Romagna.
 

L’avvertimento ai singoli consiglieri
La diffida non si limita a chiedere il rinvio del voto, ma contiene anche un esplicito avvertimento rivolto ai componenti dell’assemblea.
 

I consiglieri, secondo l’atto, sarebbero già stati messi a conoscenza delle criticità durante il Question Time del 16 luglio. Un eventuale voto favorevole espresso dopo la ricezione della diffida potrebbe quindi esporre ciascuno di loro, sempre secondo la tesi della firmataria, a una possibile responsabilità contabile ed erariale personale.
 

La posizione di ogni consigliere dovrebbe essere valutata individualmente, sulla base del voto espresso, e non soltanto come decisione collegiale dell’intero Consiglio.
 

Chiesto lo stop alla seduta del 6 agosto
 

Le richieste contenute nella diffida sono precise: non approvare il Dup nella seduta del 6 agosto e rinviare la trattazione fino alla conclusione degli approfondimenti.
Vengono sollecitati un nuovo parere del Collegio dei revisori, una verifica del segretario generale sulla legittimità della macrostruttura, l’esame degli atti contestati e un controllo sulla coerenza tra Dup, Piao, Peg e organizzazione effettivamente vigente.
Nell’avvertimento conclusivo si annuncia che, in caso di approvazione del documento senza ulteriori verifiche, la vicenda potrebbe essere portata all’attenzione della Procura regionale della Corte dei conti, della Procura della Repubblica, della Prefettura di Teramo e dell’Autorità nazionale anticorruzione.
 

Il Dup arriva dunque in Consiglio accompagnato da una diffida che alza sensibilmente il livello dello scontro. Prima del voto, amministrazione, revisori e uffici comunali saranno chiamati a chiarire se le contestazioni abbiano un fondamento oppure se il documento possa proseguire regolarmente il proprio percorso.

 Il 6 agosto, in aula, ogni consigliere dovrà assumersi la responsabilità politica e amministrativa della propria scelta.

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