TERAMO – Il rugby teramano torna a bussare alle porte delle istituzioni. Questa volta al centro della protesta non c’è soltanto la ricerca di una sede definitiva, ma una questione molto più immediata: la riapertura al transito e alla sosta del piazzale della Casa dello Sport, a servizio del Vecchio Stadio Comunale.
A firmare la richiesta indirizzata al presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, all’assessore regionale allo Sport Mario Quaglieri, al sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto e all’assessora comunale allo Sport Anastasia Liouras sono ASD Teramo Rugby Femminile, Petrut Rugby e Amatori Rugby Teramo 1956.
Le società chiedono che il parcheggio interno venga reso nuovamente utilizzabile prima dell’avvio della prossima stagione sportiva, sottolineando come l’attuale situazione stia creando problemi quotidiani ad atleti, tecnici, dirigenti e soprattutto alle famiglie.
Il Vecchio Stadio Comunale continua infatti a rappresentare la casa del rugby teramano in attesa di una soluzione definitiva. Ma, secondo le società, senza la possibilità di accedere con le auto al piazzale interno l’impianto sarebbe fortemente penalizzato sotto il profilo dell’accessibilità, della funzionalità e della sicurezza.
Nella lettera viene ricordato anche il lungo confronto con le istituzioni sulla necessità di individuare una sistemazione stabile per il movimento rugbistico cittadino, una battaglia che negli ultimi mesi aveva portato anche a una manifestazione pubblica.
Nel frattempo, però, la richiesta è semplice: rendere pienamente fruibile ciò che oggi viene utilizzato.
Le società sostengono inoltre che sarebbero venute meno le ragioni che in passato avevano portato alla chiusura del piazzale. La Casa dello Sport, rimasta inutilizzata dopo gli eventi sismici, era stata infatti interessata dalla presenza di persone senza dimora che riuscivano ad accedere all’edificio e a utilizzare anche gli spazi circostanti.
Oggi, secondo quanto riportato nella lettera, tutti gli accessi all’immobile sarebbero stati murati e la struttura sarebbe stata messa in sicurezza.
«Venute meno le motivazioni che avevano giustificato la limitazione dell’accesso all’area – scrivono le società – riteniamo che non sussistano più ragioni oggettive per mantenere il divieto di transito e di utilizzo del parcheggio interno».
La chiusura ha prodotto conseguenze molto concrete. Genitori, allenatori e dirigenti sono costretti a lasciare le automobili lungo le strade intorno allo stadio, spesso in condizioni difficili e con pochissime alternative disponibili.
Il risultato, denunciano le società, è stato l’aumento della sosta irregolare, con ripercussioni sulla viabilità, multe e persino la rimozione di alcuni veicoli.
Ma il punto più delicato riguarda la sicurezza nelle ore serali.
Gli allenamenti terminano frequentemente dopo le 22 e gli atleti, comprese ragazze e ragazzi molto giovani, devono attraversare l’intera area dello stadio, descritta come completamente priva di illuminazione, per raggiungere l’uscita collocata sul lato opposto.
Una situazione che ha costretto gli stessi genitori a organizzare autonomamente dei turni di presenza all’esterno dell’impianto, aspettando la fine degli allenamenti per accompagnare i giovani fino alle automobili.
Una soluzione di emergenza che, secondo le società, non può diventare la normalità.
La proposta avanzata a Regione e Comune è anche operativa: consegnare alle società sportive una copia delle chiavi del cancello del piazzale, come già avvenuto in passato. I club si impegnerebbero ad aprire l’accesso esclusivamente durante gli allenamenti e le attività sportive e a richiuderlo immediatamente al termine.
In questo modo, sostengono, sarebbe possibile garantire contemporaneamente il parcheggio agli utenti e il controllo dell’area, evitando accessi incontrollati nelle ore in cui l’impianto non viene utilizzato.
Il rugby teramano attende dunque una risposta in tempi rapidi. Una richiesta che nasce da un problema apparentemente semplice, un cancello e un parcheggio, ma che dietro porta con sé una questione molto più ampia: consentire a centinaia di giovani di praticare sport senza trasformare ogni allenamento serale in un problema di sicurezza, viabilità e organizzazione familiare.
In attesa della futura casa del rugby, almeno quella attuale deve poter essere utilizzata fino in fondo.
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