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Pronto Tercas? Sono un piccolo azionista...

di Giancarlo Falconi
2 minuti

Premessa.
Ho assistito a una sola conferenza stampa del Direttore Generale della Banca Tercas, Dario Pilla, quando presentò il progetto di Banca Bella.
Mai visto tanti errori di comunicazione.
Noi possiamo tranquillamente scriverlo, visto che non abbiamo ambizioni di pubblicità.
La libertà finchè dura, è un conto contro corrente.

Si presentò, il veloce Direttore di Pavia, in maniche di camicia.
Primo errore.
Un Banca in manica di camicia non è una bella immagine.
Banca Bella poi, in un periodo in cui la crisi mondiale è dovuta alle speculazione dei Banchieri, ai famosi derivati, diventa una provocazione sociale.
A quelle banche del territorio che hanno preferito investire nella capitale e altrove, per poi essere commisssariata.
A quelle banche del territorio che rendono impossibile l'accesso al credito, come possono aggiungere un pò di bello alla disperazione.
Secondo errore.

Al direttore Pilla e al commissario Riccardo Sora giro volentieri un messaggio di un piccolo azionista Tercas, mi piacerebbe leggere una vostra risposta.
"In questa situazione di totale assenza di informazioni sulla reale situazione della Tercas, noi piccoli azionisti che dobbiamo fare?
Si vocifera che l'aumento di capitale sara' effettuato a circa 2,5 euro per azione e noi che l'abbiamo pagate 9 euro ci troviamo con una perdita secca del 70%.
Ora dico: ma la fondazione questi conti non se li e' fatti? Perche' non propone una azione nei confronti di chi questa situazione l'ha provocata (leggasi banca d'Italia) e che avrebbe anche i soldi per pagare.....
Ricordo che l'ispezione del 2011 finita a marzo 2012 non aveva dato risultati cosi' devastanti ed il commissariamento era intervenuto per problemi di governance e controlli non per la qualita' del credito o per insufficienza patrimoniale.
Ora: come mai un "signore" che non ha nulla da perdere (il commissario) arriva, depaupera noi azionisti in primis ed il territorio in seconda e nessuno fa nulla?
Altrove azioni della fattispecie le hanno proposte e con profitto....qui' invece nulla!
Potreste sollevare il caso di modo che anche gli altri azionisti si facciano qualche conto?
P.S. ho provato ad avere un appuntamento con il direttore "cuciniere" o con il commissario Sora  ma senza successo
".

Ora la Banca Bella...si dovrà rifare il trucco...e parlare in modo chiaro e diretto.


 

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Commenti

Gli azionisti, anche se piccoli, sono soci proprietari della banca e chiaramente risentono appieno dei cattivi risultati economici dell'azienda. Se, a seguito di performance positive, il valore delle azioni della TERCAS fosse salito da 9 a 18 euro, il piccolo azionista non si lamenterebbe di certo. Come di solito accade: i piccoli azionisti sono speculatori mancati che diventano cassettisti di perdite. Traduco un detto popolare romano: sono tutti bravi a fare gli omosessuali con il sedere degli altri.

Esperto io la proporrei ;)

x Esperto: Come sarebbe bello quel mondo in cui ognuno, invece di auto-referenziarsi iniziasse con firmare ciò che afferma, ma si sa, l'anonimato consente di dire ciò che si vuole nascosto dietro il velo della pavidità. Già che c'era avrebbe anche potuto dire che lei, oltre ad essere esperto, è anche bello e impossibile, non trova?
Sig. esperto ( che poi esperto non e') lei non ha capito bene il senso del messaggio del piccolo azionista. Rifletta bene.
l'azionista tercas forse era affascinato dal carisma dei precedenti amministratori che erano considerati I MIGLIORI. l'azionista si è fidato, senza sapere che, fidarsi è un verbo..... infettivo; io mi fido, tu ti fidi,.... egli sifilide! ho sempre suggerito agli azionisti ( anche io sono un azionista) di indossare , come stile di vita, giacca e cravatta di una taglia più stretta per contenere l'ira quando la borsa scende e le azioni perdono valore. come disse re david, più sono grandi più si fanno male quando gli si fa lo sgambetto. bon, a parte l'amara ironia,voglio ricordare che, chi compra azioni dovrebbe essere consapevole di non avere diritto ad alcuna garanzia per il suo investimento. tuttavia si potrebbe chiedere che gli aumenti di capitale vengano effettuati A VANTAGGIO dei piccoli risparmiatori e non di alcuni esclusivi investitori . per questo, però, ci vuole forza e determinazione....ma i piccoli azionisti ce l'hanno???.....allons enfant.
caro esperto sono sicuro che se tale fosse saprebbe che cio' che lamenta il piccolo azionista e' la carenza di informazioni e la trasparenza quantomeno "bulgara" della Banca d'Italia, pronta solo a sparlare della vecchia amministrazione (e se poi il TAR annulla le multe come la mettiamo????) ma non a fare il peana della propria carenza nei controlli. ma soprattuto il lassismo della Fondazione........scandaloso!! La Tercas e' di proprieta' degli azionisti e la Fondazione siamo noi! Loro devono tutelare i nostri interessi ed il valore dei medesimi con tutti i mezzi facendo eventualmente "pagare" a chi di dovere il depauperamento..... Cio' che lei dice del sedere lo puo' anche calare nell'atteggiamento della Fondazione, nevvero??
Mio caro Falconi, dall’alto della mia esperienza certificata da oltre 20 anni di trading, ti posso garantire che sono ormai rotto ad ogni ulteriore devastante evenienza :) Posso comunque garantire con certezza che quanto accaduto ai piccoli azionisti TERCAS non è certamente una novità per chi opera regolarmente sui mercati azionari. Colgo l’occasione per segnalare ai gentile utenti che l’"aumento di capitale" è un incremento del capitale di una società attraverso l'emissione di nuove azioni, oppure attraverso un aumento del valore nominale delle azioni esistenti. Le nuove azioni emesse vengono offerte agli azionisti esistenti in proporzione ai titoli che questi possiedono (rapporto di cambio: numero di azioni nuove assegnate per ogni vecchia azione). Ogni azionista, in base al numero di azioni possedute, può decidere se aderire all'aumento, esercitando i propri diritti, chiamati diritti d’opzione, oppure no, vendendo i propri diritti ad altri che possono aderire al suo posto all'aumento di capitale sociale. La domanda che i piccoli azionisti devono ora porsi è la seguente: Credo nel futuro risanamento della TERCAS, anche a seguito di una possibile azione di rivalsa nei confronti della Banca d’Italia ?: - Se la risposta è sì, aderite all’aumento di capitale proposto; - Se la risposta è no, vendete i vs. diritti (ammesso che troviate qualcuno disposto a comprarli). E se trovate qualcuno che ve li compra, chiedetevi il perchè. Dimenticavo, quando il piccolo azionista dice: “Si vocifera che l'aumento di capitale sara' effettuato a circa 2,5 euro per azione e noi che l'abbiamo pagate 9 euro ci troviamo con una perdita secca del 70%.”, ipotizza una cosa non esatta; non si può assolutamente stabilire l’eventuale perdita a seguito di un aumento di capitale solo in base al prezzo di offerta delle nuove azioni, la perdita potrebbe anche non esserci o essere maggiore: sarà il mercato sovrano a decidere la sua entità
caro esperto consapevole della sua esperienza deve anche tener conto che le azioni di Tercas NON sono trattate sui mercati regolamentati (altrimenti la sospensione non sarebbe stata possibile e noi avremmo facilemnte potuto tornare in possesso dei nostri soldi). La mia domanda ed accalorato appello era rivolto a risvegliare nei confronti di chi ha titolo un minimo di amore per cio' che prima possedevano - quel piccolo tesoretto che noi clienti e territorio avevami contribuito a formare - ed ora non hanno piu'. Si legga cosa si preannuncia per banca d'italia da parte dei piccoli e grandi risprmiatori per l'affaire MPS....ora esiste anche la class action ma servirebe quall'impeto che alla Fondazione sembra mancare. Mi chiedo: perche'??
Caro Andrea, Le assicuro che comprendo benissimo il suo stato d'animo. Però purtroppo sia Lei, che io, che i piccoli azionisti TERCAS e non, apparteniamo a quel gruppo di investitori definiti "parco buoi". Da "vecchio bue", il mio intervento era finalizzato a far riflettere i malcapitati azionisti TERCAS sugli errori commesi in passato, smorzando nel contempo eventuali immotivate aspettative di risoluzioni positive della triste vicenda. A seguito del suo ultimo commento, La invito a riflettere sui seguenti punti: 1. quando ha comprato azioni TERCAS sapeva che NON erano trattate sui mercati regolamentati? Perchè le ha comprato sapendo che non erano liquide (o poco liquide)? 2. è proprio sicuro che se le azioni TERCAS fossero state trattate sui mercati regolamentati sarebbe stato facile tornare in possesso dell'intero capitale investito? (Le assicuro di no, forse non avrebbe neppure recuperato i 2,5 euro ad azione e, detto tra noi, non è detto che li recuperi neppure con la situazione attuale) 3. crede veramente che gli azionisti MPS possano tornare in possesso del loro capitale? (è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago); 4. perchè alla fondazione TERCAS manca l'impeto? (si sforzi e forse troverà la risposta)
Se i risparmiatori avessero saputo che i loro risparmi andavano nelle mani di soggetti che non erano in grado di fare il loro lavoro certo non glieli avrebbero affidati. Chi ha fatto questo dovrebbe pagare personalmente. E comunque per il futuro certo non troveranno i baccala' che gli hanno affidato i loro soldi senza riavere nulla.
avete chiesto il curriculum del direttore di Pavia in maniche di camicia ? -