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Le Spille d’oro e le Ceramiche di Castelli della Provincia sono pure un danno erariale?

di I due Punti
2 minuti

La Provincia di Teramo è una miniera d’oro di spese incredibili, nel senso letterale del termine (acquisto di spille d’oro con la tecnica della microfusione).
Qualche buontempone ha cercato inutilmente di difendere l’operato dell’Amministrazione con la solita argomentazione craxiana: così fan tutti e così hanno sempre fatto tutti.
Purtroppo questa volta fra le passate gestioni e quella attuale ci sono due enormi differenze: la prima economica concernente la tremenda crisi che colpisce l’Italia (che avrebbe dovuto suggerire l’azzeramento di tali spese certamente superflue); la seconda normativa che obbliga tutti gli Enti pubblici a ridurre dell’80% le spese di rappresentanza sostenute nel 2009.
Infatti, l’art. 6 comma 8 del D.L. n. 78/2010 prevede che “A decorrere dall'anno 2011 le amministrazioni pubbliche”, ivi comprese Comuni e Province, “non possono effettuare spese per relazioni pubbliche, convegni, mostre, pubblicità e di rappresentanza, per un ammontare superiore al 20 per cento della spesa sostenuta nell'anno 2009 per le medesime finalità”.
Come abbiamo già sottolineato, la stessa Giunta Provinciale molto opportunamente ha approvato la deliberazione n. 334 del 09.06.2011 con la quale prendeva atto dei tagli di spesa di cui al D.L. n. 78/2010 e sanciva formalmente il limite delle spese di rappresentanza per il 2011 in € 3.765,00.
Eppure il Capo di Gabinetto Dott. Paolo Rota, oltre ai 6.292,00 euro spesi per cravatte e foulard nel 2011, ha fatto altre spesucce di rappresentanza sempre nello stesso anno 2011, e “precisamente n. 50 spille, rappresentanti il logo dell’ente, realizzate in oro con la tecnica della microfusione”, per un importo di € 4.537,50; nonché “n. 50 mattoncini e n. 8 piatti da cm. 32 stile ‘500 per una spesa complessiva di € 1.790,80”.
Totale € 6.328,30, che aggiunti agli € 6.292,00 delle cravatte fanno una somma complessiva di € 12.620,30.
Spese inutili? Di questi tempi certamente si.
Consistente danno erariale? Non sta a noi dirlo, ci sono ben 24 consiglieri provinciali che certamente indagheranno approfonditamente.
Vi terremo informati.

La Redazione de “I Due Punti”

 

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denaro pubblico sperperato e buttatto dalla finestra, proprio in questo periodo drammatico, senza rispettare un minimo di rigore e dignità nei confronti di noi sudditi stremati da tasse, imposte e caro vita, di quei cittadini che hanno perso sempre. spese folli per essere visibili e quindi avere consenso; vanità di chi ci governa come se il proprio ego fosse un bene pubblico. by by baby. Ooolè!
La scrivente Organizzazione Sindacale, facendo seguito alla istanza in data di ieri, con la quale si richiedeva il rilascio di copie degli atti e notizie concernenti l'oggetto, ed avendo, prima face, rilevato profili di dubbia legittimità caratterizzanti i medesimi atti determinativi, con la presente si pregia sottoporre all'attenzione delle LL.SS., ciascuna per la propria parte e competenza, le sottonotate riflessioni riguardanti i ravvisabili vizi, i quali, qualora conclamati, potrebbero riverberarsi negativamente sugli stessi atti, presuntivamente affetti, nonché sull'interesse pubblico sottostante, generalmente inteso. Ma, prima ancora di esplicitare i punti controversi, si ritiene doveroso operare un richiamo circa l'importanza delle notizie richieste con la richiamata istanza, per meglio valutare il contesto dell'avvenuto acquisto ed il connesso fine rappresentativo, oppure, nella più sciagurata delle ipotesi, in ambito di un vero e proprio atto di liberalità. Ed in questo senso e per completezza, riuscirebbe cosa gradita conoscere l'elenco completo di tutte le spese sin qui sostenute per le varie tipologie da sottoporre ai previsti tagli, vale a dire, per la rappresentanza, per la pubblicità, per i convegni, per le mostre e per le relazioni pubbliche, corredato dalle corrispettive voci, opportunamente e formalmente rendicontato. La prima riflessione si fonda sulla considerazione che la somma impegnata e liquidata per l'acquisto di cui si parla (euro 6.292,00) è superiore rispetto a quella predeterminata in sede di deliberazione della Giunta Provinciale (euro 3.765,00), con la quale veniva data concreta applicazione ai tagli della spesa pubblica sanciti per Legge (articolo 6 Decreto Legge n. 78 del 31 maggio 2010, convertito in Legge n. 122 del 30 luglio 2010). Dalla considerazione che precede si potrebbe desumere che gli atti determinativi de quibus, sia quello di impegno che di liquidazione, potrebbero essere inficiati da gravi vizi di legittimità in quanto assunti in aperta violazione di legge, atteso il mancato rispetto del limite massimo della spesa consentita, peraltro di carattere imperativo. Con riferimento al particolare aspetto, gioverà ricordare che il mancato rispetto ai limiti di spesa, in ossequio alla citata legislazione di riferimento, nonché in aderenza a quanto sancito dal punto 4 della richiamata deliberazione GP n.334/2011, comporta a carico dell'imprudente responsabile di settore la contestazione dell'illecito disciplinare e la chiamata di responsabilità erariale innanzi alla Corte dei Conti Il secondo motivo dubitativo riposa sull'apprezzamento di carattere generale in ordine ai poteri assegnati dalla Legge in capo all'ufficio ed ai servizi posti alle dirette dipendenze del Presidente della Provincia che, com'è noto, si riferiscono solo ed esclusivamente all'esercizio delle funzioni di indirizzo e di controllo. Nel caso in trattazione, invece, si rileva che gli atti gestionali posti in osservazione siano stati adottati dal responsabile dell' ufficio di staff, vale a dire da un organo assolutamente incompetente per l'assolvimento e per l'esercizio della specifica funzione, meramente gestionale. A proposito si ritiene che la competenza in ordine all'adozione degli atti amministrativi, compreso quelli che impegnano l'Ente verso l'esterno, nonché la gestione tecnica, finanziaria ed amministrativa, appartenga, in via esclusiva, al Dirigente e ciò in ossequio all'ormai consolidato principio della separazione dei poteri fra organo di governo e quello di gestione. Senza contare, in ultimo, che la scelta del fornitore avrebbe dovuto effettuarsi attraverso le procedure di scelta previste dalla Legge, anche a garanzia delle ragioni economiche dell'Ente: procedure che, per la fattispecie, non sembrano essere praticate. Per le ragioni espresse e per i rilievi proposti, questa Organizzazione Sindacale rimane in attesa, oltre che della documentazione e delle notizie richieste, di conoscere le attività e le iniziative che si vorranno assumere, idonee per il ripristino delle legalità violate e congrue ai fini dell'interesse pubblico da perseguire. Distinti Saluti Teramo, 23 maggio 2012 IL SEGRETARIO UIL FPL -Alfiero Antonio Di Giammartino-
Delle tavolette (o mattoncini) targate Castelli sono testimone oculare al momento dell'arrivo presso l'ufficio del vice-Presidente Provinciale. Non nego il mio stupore di ex-operaio a 1.000,00 euro al mese in celle frigo a - 35/40 gradi. Ma la doccia fredda è venuta da un'altra occasione: Ho un figlio che da operaio LSU è stato chiamato a fare il cantoniere per la provincia in zona Sant’Omero, e da tempo aspetta invano un rimborso spese di viaggio promesso in partenza e ancora in alto mare, nonostante ultimamente qualche telefonata presso gli uffici del settore di competenza. Ripetono sempre la storiella che non ci sono fondi. E questo mi fa sinceramente incazzare di brutto a sentire le spese di lor signori. In primis i papaveri del PdL, i pavoni di Provincia e il Paperone di Alba. Tutti con la faccia di bronzo nel rigettare ogni responsabilità personale. Maestri senza palle e senza dignità.
Meno male che la Uil è ancora dalla parte della legalità e di lavoratori, gli altri sindacati sono ormai troppo "incravattati"...... Bravo Tonino continua cosi