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Contrada Carapollo, dal terreno spunta un’opera d’arte sacra rubata nelle Marche

di Giancarlo Falconi
2 minuti

Un frammento di storia sacra recuperato dopo anni di oblio e mistero. I Carabinieri del Comando Provinciale di Teramo hanno restituito alla comunità di Monterubbiano, nelle Marche, un prezioso fregio architettonico rubato dalla Chiesa del Santissimo Crocifisso tra il 2002 e il 2019 e ritrovato casualmente, mesi fa, in stato di abbandono a Teramo.
Il recupero risale allo scorso mese di marzo, durante un servizio di controllo del territorio in contrada Carapollo. I militari, insospettiti da una piccola porzione di pietra squadrata che affiorava da un cumulo di terriccio nero utilizzato probabilmente per piante in vaso, hanno deciso di approfondire gli accertamenti. Liberata dal terreno, è emersa una scultura in pietra arenaria di antica fattura: un fregio architettonico raffigurante al centro un volto umano, verosimilmente un angelo, affiancato da due volute a spirale.
L’opera appariva spezzata in modo irregolare, dettaglio che ha fatto subito ipotizzare ai Carabinieri uno strappo avvenuto durante un furto. Per evitare la dispersione del bene culturale, la scultura è stata immediatamente sequestrata e sottoposta ad ulteriori verifiche investigative.
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Teramo e sviluppate insieme al Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale dell’Aquila, hanno permesso di ricostruire la provenienza dell’opera. Determinante è stato il lavoro svolto con la Stazione Carabinieri di Monterubbiano, che ha ricondotto il manufatto alla Chiesa del Santissimo Crocifisso, edificio religioso risalente alla fine del Cinquecento.
Gli investigatori hanno acquisito anche la denuncia presentata l’11 agosto 2023 dal priore della confraternita proprietaria della chiesa, che segnalava il furto della scultura decorativa collocata originariamente sul timpano del portale principale dell’edificio sacro. Il furto sarebbe avvenuto durante il lungo periodo di degrado e abbandono vissuto dalla chiesa tra gli anni Novanta e i primi anni Duemila, quando numerose opere d’arte e arredi sacri vennero trafugati.
Fondamentale per confermare l’identificazione è stato l’accertamento tecnico eseguito dagli specialisti del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Teramo, che hanno effettuato una comparazione metrica e proporzionale tra il fregio recuperato e le immagini archiviate nella banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti del Comando Tutela Patrimonio Culturale. Gli elementi raccolti hanno evidenziato una perfetta compatibilità tra la scultura e la nicchia rimasta vuota sulla facciata della chiesa marchigiana.
La Chiesa del Santissimo Crocifisso, edificata nel 1590 per volontà di monsignor Paolo Pagani e recentemente restaurata, è stata riaperta al culto il 4 maggio 2025 dopo circa trent’anni di chiusura. Ora, grazie al lavoro investigativo dei Carabinieri, il fregio potrà tornare nella sua collocazione originaria, dove è rimasto per oltre cinque secoli.
Su disposizione della Procura di Teramo, il bene è stato ufficialmente restituito al priore della confraternita, segnando così la conclusione di una vicenda che restituisce alla comunità un importante pezzo della propria memoria storica e religiosa.

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