Grandine come proiettili, il Teramano conta i danni: case sventrate e auto da rottamare
Devastati tetti, pannelli fotovoltaici, vetrine e capannoni tra Pineto, Roseto, Graziana, Bellante, Sant’Atto e San Nicolò. I sindaci chiedono una ricognizione immediata e l’intervento dello Stato
TERAMO – Un’intera fascia della provincia si è risvegliata tra vetri frantumati, carrozzerie accartocciate e coperture distrutte. La violenta grandinata che ha colpito il Teramano ha lasciato dietro di sé uno scenario di devastazione, con danni che potrebbero raggiungere diversi milioni di euro.
Le conseguenze più pesanti vengono segnalate tra Pineto, Roseto, Graziana, Bellante, Sant’Atto e San Nicolò a Tordino. I chicchi di grandine hanno colpito abitazioni private, stabilimenti industriali, attività commerciali e mezzi in sosta o in transito.
Numerosi tetti sono stati gravemente danneggiati, mentre interi impianti fotovoltaici installati su abitazioni e complessi produttivi risultano compromessi. Decine di automobili sarebbero ormai inutilizzabili, con parabrezza sfondati, lunotti distrutti e carrozzerie completamente martellate. Infrante anche diverse vetrine di negozi e aziende.
Il conteggio complessivo è ancora in fase di definizione. I sindaci dei Comuni interessati hanno avviato una prima ricognizione, invitando cittadini e imprenditori a documentare con fotografie, video, preventivi e fatture ogni danno subito.
Particolarmente colpito il territorio di Bellante, soprattutto nelle zone di Ripattoni e Bellante Stazione. Il sindaco Giovanni Melchiorre ha effettuato un sopralluogo nelle aree interessate, raccogliendo le segnalazioni dei residenti.
«Sono in auto e sto guardando l’enormità dei danni alle case e ai mezzi provocati dalla violenta grandinata appena occorsa. Soprattutto l’area di Ripattoni e Bellante Stazione appare particolarmente colpita», ha dichiarato il primo cittadino.
Sono numerose le telefonate arrivate agli amministratori da parte di cittadini che chiedono indicazioni su come procedere. Melchiorre ha consigliato di conservare ogni elemento utile a certificare le spese sostenute per le riparazioni urgenti.
«È difficile, al momento, fare previsioni su come sarà gestito questo evento ai livelli istituzionali più alti, ma appare evidente che lo Stato non potrà non farsi carico di tutti questi danni, laddove non risultino già coperti da polizze assicurative private», ha aggiunto il sindaco.
L’amministrazione di Bellante ha annunciato che lavorerà insieme agli altri Comuni coinvolti per garantire assistenza alla popolazione e sostenere le eventuali richieste di indennizzo.
Gravi conseguenze anche nel territorio comunale di Teramo. Le prime segnalazioni riguardano in particolare San Nicolò e Sant’Atto, dove la grandinata ha colpito abitazioni, aziende e automobili.
Il sindaco Gianguido D’Alberto ha disposto una ricognizione dei danni alle proprietà pubbliche e ha invitato i cittadini a documentare puntualmente quanto accaduto, anche in vista di eventuali richieste di risarcimento.
«Riteniamo che lo Stato debba farsi carico di questa situazione. Monitoreremo tutti gli sviluppi del caso», ha dichiarato D’Alberto.
Ora la priorità è trasformare le prime segnalazioni in una stima ufficiale. Comuni, famiglie e imprese dovranno mettere insieme fotografie, relazioni tecniche e documenti fiscali per dare un valore preciso alla distruzione. Solo allora sarà possibile misurare fino in fondo la portata di una grandinata che, in pochi minuti, ha cancellato anni di sacrifici e lasciato un conto pesantissimo a un’intera provincia.
Video https://youtube.com/shorts/yons10aEZv8?is=_p3ex_vWeDM2jD_Y
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