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IL GOVERNO STRACCIA IL DIVIETO DI RICERCA E DI ESTRAZIONE ENTRO LE 12 MIGLIA: I PETROLIERI RINGRAZIANO

di Anonimo
3 minuti

Il Governo Renzi viola la normativa vigente sulla ricerca e l'estrazione di petrolio e gas nei mari italiani. Il Coordinamento nazionale NOTRIV denuncia la palese violazione dell'articolo 35 del Decreto Sviluppo 2012, un articolo voluto dal precedente Governo Monti per eludere di fatto il già esistente Decreto Prestigiacomo del 26 agosto 2010. L'intreccio di norme è complesso, ma la violazione è palese.
Con il decreto del 2010 firmato dall'allora Ministro per l'Ambiente Stefania Prestigiacomo si prevedeva una distanza minima tra la costa e le attività petrolifera pari a cinque miglia marine, che salivano a 12 miglia marine nel caso in cui la costa interessata rientrasse in una zona protetta. Stessa distanza di 12 miglia era prevista dalle Aree Marine Protette. Con il Decreto Prestigiacomo molte richieste di concessione, e molte autorizzazioni già ottenute dai petrolieri, vennero di fatto bloccate perché in Italia da sempre si trivella molto vicino alle coste.

Il successivo Decreto Sviluppo portava la distanza minima a 12 miglia marine anche in assenza di Aree Marine Protette o altre forme di tutela ambientale ma, al contempo, sbloccava tutte le concessioni già in atto al momento dell'approvazione del testo della Prestigiacomo e salvava i procedimenti autorizzatori in corso al 26 agosto 2010, bloccati dal Decreto Prestigiacomo. Una sorta di sanatoria.
 Ora Renzi sta facendo anche di più, violando persino il nuovo limite delle 12 miglia. E' il caso del permesso di ricerca A.R. 94. PY, rilasciato nel 2012 poche settimane prima dell'arrivo del Decreto Prestigiacomo alla Po Valley Operations PTY e che riguarda il mare di fronte il delta del Po. E' di poche settimane fa (16 febbraio 2015), l'ok del Ministero dello Sviluppo Economico all'istanza di riperimetrazione di questo permesso di ricerca. In estrema sintesi questo vuol dire che se prima di febbraio si poteva cercare petrolio al largo del delta del Po (zona che ospita una area protetta) in una superficie complessiva di mare pari a 202 chilometri quadrati ora le trivelle potranno operare in una area vasta oltre 500 chilometri quadrati. L'intera nuova superficie marina concessa è compresa tra la costa e la vecchia area, rientrando abbondantemente all'interno delle 12 miglia e in piena violazione della stessa legge italiana. Secondo il Governo non è una nuova area ma la riperimetrazione di una di quelle concessioni “sanate” da Monti e Passera. Con questa logica si può “riperimetrare” praticamente tutto.

Trivelle libere non solo nell'Adriatico ma anche nel Canale di Sicilia, dove è stato concesso il nuovo permesso di ricerca Vega B, a poca distanza dal preesistente Vega A dal quale attinge petrolio la piattaforma Vega (Edison ed Eni). Il vecchio permesso è quasi esaurito e i petrolieri hanno chiesto il raddoppio per continuare a sfruttare la piattaforma già esistente. Altrimenti avrebbero dovuto smantellarla con costi altissimi. Permesso ottenuto a metà aprile, con la scusa che lo sfruttamento del secondo giacimento era previsto dall'originario progetto datato 1984.
 “Fatta la legge, trovato l'inganno – denuncia il Coordinamento nazionale NOTRIV - Non per eluderne i divieti ma per violarla senza pudore”. In merito alle recenti concessioni all'industria del petrolio il Coordinamento ha le idee molto chiare “L'art. 35 lo vieta ma secondo il Governo ed il "fabulous team" di Capitan Terlizzese (Franco Terlizzese è il Direttore Generale del Dipartimento per le Risorse minerarie ed energetiche del MISE) si può fare.

Paradossalmente tutto questo accade mentre il Governo italiano chiede a quello croato maggiore prudenza nel promuovere le attività di perforazione in Adriatico e mentre Zagabria pare possa accontentarsi del solo metano”.

Coordinamento nazionale NOTRIV


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Commenti

Tutti pagano dazio a molti od a pochi. Dimentichi Falconi che "il non eletto" è li NON perche lo ha voluto il popolo, ma perche i "Poteri Forti" non si sono opposti se non addirittura lo hanno voluto. In un modo o nell'altro deve ripagarli, oltre la Finanza. (non la GdF) conosci altri strapoteri se non i petrolieri ? Amen
Paradossalmente... il governo di non eletti dal popolo e nominati dalla tirannia dell'alta finanza e delle banche ha abolito per 2 volte il diritto di voto (Province e Senato senza che gli italiani se ne accorgessero), ha alzato le tasse in maniera esponenziale e favorito la disoccupazione per precisi scopi. Lasciamo stare la legge elettorale che mi auguro la Corte Costituzionale ci metta 5-600 anni per definire quello che appare prima ancora di essere approvata, totalmente incostituzionale (è anche vero che la Consulta viene eletta per un terzo dal parlamento in seduta comune e quindi è a sua volta incostituzionale, alè!), tanto non c'è rimasto più nessuno di normale o senziente in quegli ambienti, diciamo la verità, sono "tutti di loro". Questi sono i termini minimi per riferirsi al "governo" e ai suoi amicidiamici. Non gli serve nemmeno la riforma del Titolo V che di fatto ricentralizza i poteri delle autonomie locali riportandoli allo Stato - una versione neanche troppo moderna de "Le Roi Soleil" - e che permette a chi decide davvero delle sorti di una paese de facto, di fare il cazzo che gli pare (ad es. TTIP) riferendosi direttamente all'apice dei poteri (o pseudotali), al governo basta fare la cosa più semplice, violare la legge, visto che nasce proprio da questo, è già completamente illegale di suo, tanto la gente non se ne accorgerebbe mai comunque. Grazie per l'articolo, un saluto. P.S.: Ho avuto modo di parlare con esperti del settore petrolifero, mi è stato confermato che il petrolio che abbiamo qui da noi, oltre ad esserne una quantità irrisoria in proporzione al fabbisogno nazionale, sia anche di qualità infima e di complicata estrazione. Allora, forse procederanno con lo Shale Gas che si estrae solitamente con...indovina indovinello?? I conti comunque non tornano, perchè fare un gioco in cui la corda vale più della campana?
Del fabbisogno nazionale ai petrolieri e al loro maggiordomo toscano non frega una minchia, ma l'importante è il fabbisogno particolare e per questo sono bravi a far tornare i conti. Oggi è la Festa dei Lavoratori e mi sembra doveroso ricordare i loro diritti stracciati da quella specie di bullo che passa per nuovo, ma che di fatto riassume tutto il passato decrepito dal quale occorrerà di nuovo liberarsi. Non sarà affatto semplice, perchè i suoi principali avversari dimostrano di essere delle mezze calzette o dei finti oppositori.