Salta al contenuto principale

Che fine ha fatto la storica sirena antiaerea teramana? Quando indagherà la Soprintendenza?

di Giancarlo Falconi
4 minuti

Emerge un nuovo caso legato alla tutela del patrimonio storico cittadino teramano e, questa volta, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio punta il dito contro quella che definisce una “apparente inerzia” del Comune di Teramo. Al centro della vicenda ci sono due beni storici: il meccanismo di un antico orologio, risultato disperso, e una sirena antiaerea sequestrata e poi affidata al Comune dopo un’indagine del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri.
Nella nota ufficiale, la Soprintendenza ricostruisce anni di richieste, solleciti e comunicazioni rimaste senza risposta concreta. Già nel 2021 il Comune aveva riferito che, a seguito di accertamenti svolti dalla Polizia Municipale nel 2018, il meccanismo dell’orologio risultava disperso mentre la sirena antiaerea era custodita in buone condizioni all’interno di un capannone privato nella zona industriale di San Nicolò.
Da allora, però, la vicenda si sarebbe trascinata senza una soluzione definitiva. Nel gennaio 2022 la Soprintendenza aveva chiesto formalmente un progetto per il recupero dei beni e, pochi mesi dopo, aveva invitato il Comune a trasferire immediatamente la sirena in un luogo più idoneo sotto il profilo della sicurezza e della conservazione.
Successivamente la Procura della Repubblica di Teramo, nell’ambito delle indagini coordinate dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, dispose il sequestro della sirena antiaerea. Il reperto venne quindi trasferito al Parco della Scienza e affidato al sindaco Gianguido D’Alberto.
A dicembre 2022 il Comune aveva comunicato di aver individuato una ditta specializzata per il restauro della sirena, annunciando l’invio di un progetto alla Soprintendenza una volta concluse le procedure amministrative. Ma, secondo quanto riportato nel documento, dopo sedici mesi il progetto non sarebbe ancora arrivato.
La Soprintendenza sottolinea infatti di essere ancora in attesa di una proposta che preveda non solo il restauro ma anche la valorizzazione pubblica della sirena attraverso un allestimento accessibile alla cittadinanza e accompagnato da un percorso didattico capace di raccontarne la storia.
Per questo motivo viene chiesto ufficialmente al Comune di Teramo di spiegare le ragioni dei ritardi e di dare seguito “con la massima sollecitudine” agli impegni assunti negli anni scorsi. Una vicenda che riporta al centro il tema della conservazione della memoria storica cittadina e della gestione dei beni culturali pubblici.

Maggio 2026. Nessuna notizia. 

Fabrizio Primoli, noto studioso teramano. Autore della foto in copertina e di uno studio specifico sulla sirena antiaerea ( https://it.wikipedia.org/wiki/Sirena_antiaerea_comunale_di_Teramo#/media/File:Sirenateramo.JPG ) ci scrive "  Riflettevo su una cosa, questa mattina. Qui a Roma, in Via Cola di Rienzo, sono stati fortuitamente rinvenuti (ancora affissi sui muri di un condominio e occultati per decenni) alcuni vecchi manifesti e proclami risalenti alla seconda guerra mondiale. Attenzione e curiosità della cittadinanza e focus subito attivato da parte delle istituzioni. Risultato: la Soprintendenza e il Municipio competente si sono attivati per salvaguardare, tutelare e mettere al sicuro quanto rinvenuto.

A Teramo, la nostra sirena antiaerea della seconda guerra mondiale, reperto storico ben più tangibile e ben più raro, è tuttora dimenticata in qualche deposito del Comune. Nel disinteresse assoluto.

Pendono ancora, sulla vicenda, un ultimatum della Soprintendenza e un’indagine dei Carabinieri. Ma lì a Teramo l’importanza viene data a sagre, festicciole e fesserie varie. Che nulla, a saldo dell’evento, apportano alla Città in termini di sviluppo e di investimenti.

Salvo poi riempirsi la bocca - tutti coloro che hanno (e hanno avuto) in mano la gestione della cosa pubblica - della parola Cultura. Termine che fa sicuramente fare bella figura in ogni occasione. Ma che puntualmente riescono a svuotare di qualunque suo significato.

È proprio vero che anche la democrazia ha i suoi difetti". 

Commenta

CAPTCHA