Quattro vite spezzate in Bosnia-Erzegovina, dove un elicottero Chinook dell'Esercito italiano è precipitato nei pressi di Brčko durante un'attività addestrativa nell'ambito della missione Eufor Althea.
Le vittime sono i sergenti dell'Aviazione dell'Esercito Simone Ruggia e Claudio Marchesi, il tenente della Croce Rossa Militare Franco Adriano Zecchillo e il sergente Laura Procacci, anche lei appartenente al Corpo Militare della Croce Rossa Italiana. Quest'ultima, originaria secondo le prime informazioni di Andria, sarebbe stata la prima donna sottufficiale a prestare giuramento nel Corpo.
A comunicare i nomi è stato il ministro della Difesa Guido Crosetto, dopo aver informato le famiglie. Undici i feriti, ricoverati negli ospedali bosniaci e assistiti anche da personale sanitario militare italiano.
Ancora da chiarire le cause dello schianto, avvenuto poco dopo il decollo.
La tragedia ha modificato anche le iniziative previste per il 4 novembre. Il Villaggio Difesa diventerà un luogo di raccoglimento in memoria dei quattro caduti.
Simone, Claudio, Franco e Laura. Quattro nomi che oggi raccontano il prezzo più alto del servizio al Paese. Dietro ogni uniforme, una famiglia che attendeva un ritorno che non ci sarà.
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