
TERAMO – Un luogo simbolo della storia cittadina trasformato, ancora una volta, in uno spazio segnato da tensione, degrado e paura. A Piazza Sant’Anna cresce l’esasperazione di residenti, commercianti e visitatori, costretti ad assistere a episodi che renderebbero sempre più difficile vivere e frequentare serenamente l’area.
Le segnalazioni riguardano la presenza abituale di una persona che, soprattutto durante momenti di forte agitazione, assumerebbe comportamenti molesti e imprevedibili. Urla, sputi e atteggiamenti aggressivi alimentano una costante percezione di insicurezza tra chi attraversa la piazza o si reca nei vicini siti archeologici.
L’ultimo episodio sarebbe avvenuto nei pressi della Domus meta anche di turisti e visitatori. Secondo quanto riferito, l’uomo avrebbe consumato bevande alcoliche, eseguito flessioni in mezzo alla piazza e camminato quasi completamente nudo, provocando sconcerto e spingendo alcune persone ad allontanarsi.
Una scena che ha offerto, ancora una volta, un’immagine profondamente distante dal valore storico e culturale di uno degli angoli più suggestivi del centro di Teramo. Non si tratterebbe, infatti, di un caso isolato, ma di una situazione conosciuta da tempo e già oggetto di ripetute segnalazioni.
Gli interventi effettuati finora, secondo i cittadini, non avrebbero prodotto soluzioni stabili. Il problema continua così a ripresentarsi, tra condizioni igieniche precarie, comportamenti molesti e un senso di abbandono che rischia di compromettere anche l’immagine turistica della zona.
La vicenda, tuttavia, non può essere ricondotta esclusivamente a una questione di ordine pubblico. In presenza di una condizione di fragilità personale o psichica, sarebbe necessario un intervento coordinato tra forze dell’ordine, servizi sanitari e assistenza sociale, in grado di tutelare sia la persona coinvolta sia la collettività.
Piazza Sant’Anna non può continuare a essere il luogo delle segnalazioni ignorate e degli interventi temporanei. Occorre stabilire chi debba assumersi la responsabilità di affrontare il problema in maniera concreta, prima che residenti e turisti finiscano per considerare definitivamente inaccessibile uno dei luoghi più preziosi della città.
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