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Teramo, intervento salvavita su un'83enne: tra i primi in Italia l'impianto della nuova valvola tricuspide

di Giancarlo Falconi
2 minuti

Un intervento innovativo, tra i primi eseguiti in Italia, ha restituito una nuova prospettiva di vita a un'83enne della Val Vibrata affetta da una grave forma di scompenso cardiaco. La procedura, effettuata nel reparto di Emodinamica dell'ospedale di Teramo, ha consentito di trattare una paziente che non avrebbe potuto sottoporsi a un tradizionale intervento di cardiochirurgia.
Mercoledì scorso l'équipe dell'Emodinamica ha eseguito uno dei primi impianti in Italia, e il primo in Abruzzo, di una protesi valvolare biologica sulla valvola tricuspide mediante una tecnica mini-invasiva.
La paziente soffriva di scompenso cardiaco congestizio provocato da una grave insufficienza della valvola tricuspide, situata nella parte destra del cuore. Una patologia che può determinare importanti complicanze, tra cui edema agli arti inferiori, ingrossamento del fegato fino alla cirrosi epatica cardiaca, perdita di appetito e marcata stanchezza.
Negli ultimi anni la cardiologia interventistica ha compiuto notevoli passi avanti, rendendo possibile il trattamento di pazienti considerati non operabili con la chirurgia tradizionale e riducendo sensibilmente i rischi e le complicanze. Tuttavia, circa il 30% dei pazienti con insufficienza tricuspidale severa non può essere sottoposto nemmeno alle più moderne procedure mini-invasive, dovendo ricorrere esclusivamente a terapie farmacologiche di tipo palliativo.
La nuova tecnica consiste nell'introduzione di una protesi biologica attraverso un catetere inserito dalla vena femorale e guidato fino alla valvola tricuspide, dove viene rilasciata con un sofisticato sistema di posizionamento, entrando immediatamente in funzione. La procedura è resa possibile grazie alle avanzate tecnologie presenti nel laboratorio di Emodinamica dell'ospedale di Teramo, che integrano imaging radiologico ed ecocardiografia avanzata, con il supporto dell'assistenza anestesiologica.
L'intervento è stato eseguito dall'équipe guidata da Franco De Remigis, in collaborazione con Gianluca Tomassoni e Francesco Paparoni, con la supervisione dell'ecocardiografista Mario De Rosa e il supporto degli anestesisti Marco Cargoni e Stefano De Carlo. La procedura è durata circa due ore. Al termine dell'intervento la paziente è rientrata in reparto vigile e collaborante, seguita dai cardiologi clinici, dal personale infermieristico e dagli operatori socio-sanitari. Già il mattino successivo era in grado di alzarsi dal letto ed è stata dimessa dopo pochi giorni.
«È un esempio concreto di come l'innovazione, su cui la nostra Asl investe con convinzione, possa tradursi in benefici reali per i pazienti», ha dichiarato il direttore generale della Asl di Teramo, Maurizio Di Giosia. «La Cardiologia dell'ospedale di Teramo conferma ancora una volta il proprio ruolo tra i principali centri italiani nel campo della cardiologia interventistica strutturale, distinguendosi per gli impianti di protesi biologiche aortiche (Tavi) e per l'impiego delle più avanzate tecnologie dedicate alle valvole mitrale e tricuspide».

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