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Addio a Emidio Pepe. Dalla sua vigna a Lebron James...

di Giancarlo Falconi
3 minuti

TORANO NUOVO – Il mondo del vino abruzzese perde uno dei suoi padri nobili. È morto Emidio Pepe, storico viticoltore e produttore di Torano Nuovo, protagonista assoluto della rinascita e dell’affermazione internazionale del Montepulciano e del Trebbiano d’Abruzzo. Aveva 94 anni. Innaffiava ogni mattina la sua prima vigna. L'amava e la coccolata come il suo vino.
Con la sua scomparsa se ne va non soltanto un grande imprenditore agricolo, ma un uomo che aveva saputo trasformare il lavoro nei campi in una filosofia di vita. Un vignaiolo autentico, ostinato, curato, disciplinato, ossessivo e visionario, capace di anticipare di decenni temi come il rispetto della natura, la lavorazione manuale, la valorizzazione dei vitigni autoctoni e la capacità dei vini abruzzesi di attraversare lo stargate temporale.
La sua avventura imprenditoriale era cominciata nel 1964, quando decise di imbottigliare e commercializzare i vini prodotti nella terra di famiglia. Una scelta coraggiosa in un periodo nel quale il Montepulciano e il Trebbiano d’Abruzzo erano spesso considerati vini destinati al consumo immediato o utilizzati come prodotti da taglio. Ai margini ma non emarginati. Emidio Pepe comprese invece prima di molti altri le loro straordinarie potenzialità di evoluzione e invecchiamento.
Nei vigneti e nella cantina di Torano Nuovo aveva costruito un metodo produttivo fondato sulla semplicità e sul rispetto dei tempi naturali. Vendemmia manuale, fermentazioni spontanee, studio maniacale delle  filtrazioni e delle chiarificazioni, utilizzo del cemento e lunghissimi affinamenti erano diventati i segni distintivi di vini capaci di conservare identità, energia e personalità anche dopo molti decenni.
Quella che inizialmente poteva apparire come una scelta controcorrente si è trasformata negli anni in un modello seguito e ammirato in Italia e all’estero. Le bottiglie firmate Emidio Pepe hanno raggiunto le carte dei vini dei più prestigiosi ristoranti del mondo, contribuendo in maniera decisiva a cambiare la percezione dell’enologia abruzzese. Il successo mondiale? Una storia social di LeBron James, star NBA che degustava una bottiglia del 2010. Virale come il gusto da Torano.
Accanto a lui, nel tempo, sono cresciute le figlie Stefania,  Daniela e Sofia e le nuove generazioni della famiglia, alle quali il patriarca aveva trasmesso conoscenze, gesti, valori e un patrimonio fatto non soltanto di vigne e bottiglie, ma soprattutto di coerenza e amore per la propria terra.
Emidio Pepe lascia un segno profondo nella storia agricola ed enologica dell’Abruzzo. Rimangono i suoi vini, capaci di raccontare le stagioni, il terreno, il lavoro e il trascorrere degli anni. Ma rimane soprattutto la lezione di un uomo che non inseguì mai le mode e che, partendo dalle colline di Torano Nuovo, riuscì a dimostrare al mondo quanto potesse essere grande il vino abruzzese.
Oggi quelle vigne perdono il loro storico custode. L’Abruzzo di resistenza, restanza,  conserva per sempre l’eredità di un maestro che aveva fatto della terra una missione e del vino una forma di sentimento. Cuore.

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