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Bellante, il rifugio devastato dalla grandine: animali a rischio e volontari senza risorse

di Giancarlo Falconi
1 minuto

Guardate https://youtube.com/shorts/bSm-xcZlf6M?is=ZVijD6nx2p4gr1fB

BELLANTE – Un tetto distrutto, l’acqua che penetra negli ambienti a ogni nuova pioggia e il timore che la situazione possa peggiorare mettendo a rischio gli animali ospitati. È l’emergenza che sta affrontando il Rifugio Stalla Felice di Bellante, duramente colpito dalla violenta grandinata che ha interessato il territorio teramano.
I chicchi di grandine hanno danneggiato gravemente la copertura della struttura, lasciando numerose parti esposte alle intemperie. Le conseguenze sono evidenti soprattutto durante le precipitazioni, quando l’acqua entra nel rifugio rendendo difficili le attività quotidiane dei volontari e compromettendo la sicurezza degli spazi destinati agli animali.
Per ripristinare il tetto è necessario reperire rapidamente tegole e materiali edili, oltre a sostenere i costi degli interventi. Spese che, al momento, l’associazione non è in grado di affrontare con le proprie risorse.
«Abbiamo il rifugio distrutto dalla grandine. Quando piove, l’acqua entra all’interno. Abbiamo bisogno di effettuare i lavori e acquistare le tegole, ma non disponiamo dei fondi necessari», spiegano i volontari, che hanno rivolto un appello a cittadini, associazioni e imprese del territorio.
Nei prossimi giorni sarà avviata anche una raccolta fondi sulla piattaforma GoFundMe. Nel frattempo, chi desidera offrire un contributo può effettuare una donazione attraverso i canali della Lida, delegazione di Bellante.
Bonifico bancario
Lida – Delegazione di Bellante
IBAN: IT71 W076 0115 3000 0104 8202 103
Causale: Riparazione rifugio
PayPal
paypal.me/lidabellante
Causale: Riparazione rifugio
Tipologia indicata: Amici e Famiglia
Per informazioni è disponibile il numero WhatsApp 389 925 1239.
 

La speranza dei volontari è che la mobilitazione possa partire immediatamente. Servono fondi, materiali e manodopera per evitare che la prossima pioggia provochi nuovi danni. Dietro quell’appello non c’è soltanto la necessità di riparare un tetto, ma l’urgenza di continuare a garantire protezione e assistenza agli animali che nel rifugio hanno trovato una casa.

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