Saranno gli accertamenti tecnici e le indagini in corso a fare piena luce sulla morte di Renato Zinilli, l’operaio di 66 anni deceduto mercoledì 21 gennaio mentre si trovava al lavoro in un cantiere a Castiglione Messer Raimondo. Un decesso che, alla luce dei primi esiti dell’autopsia, appare sempre più lontano dall’ipotesi iniziale di un malore improvviso.
«Siamo molto lontani dall’idea di un malore come causa della morte», ci ha detto l'avvocato della famiglia, Michele di Giuseppe, secondo quanto emerso dall’esame autoptico eseguito dall’anatomopatologo Giuseppe Sciarra e dal parere tecnico del consulente di parte, il medico legale professor Michele Farinacci. Una valutazione che cambia radicalmente il quadro rispetto alle prime ricostruzioni, secondo le quali l’uomo, originario di Crognaleto, sarebbe morto per cause naturali.
Come spiega l’avvocato Di Giuseppe, l’autopsia ha fatto emergere elementi di grande rilevanza: «Siamo indirizzati verso la ricerca di qualcosa che possa averlo colpito, dal momento che il corpo presenta una lesione al centro della testa e due ampie fratture del cranio. Segni che, come evidenziato dal nostro medico di parte Farinacci, risultano incompatibili sia con un malore sia con una caduta dal mezzo, da un’altezza di circa 80 centimetri». La famiglia ha preso parte alle operazioni peritali avvalendosi anche del supporto dell’ingegnere Marco Colagrossi.
Da ieri sono in corso infatti accertamenti tecnici irripetibili, con una serie di sopralluoghi e verifiche sia sul cantiere sia sugli oggetti presenti nell’area. Nel pomeriggio di ieri le analisi si sono concentrate in particolare su una catena molto lunga, dotata di un gancio finale del peso di circa 12 chili. Al momento, però, non è possibile stabilire se questo o altri oggetti sui quali sono stati effettuati gli accertamenti, siano determinanti per risolvere le indagini e spiegare i segni sul corpo di Renato Zinilli.
Questa mattina, invece, la scientifica si è dedicata al rilevamento di tracce ematiche su un furgone, quello su cui l'operaio si sarebbe trovato poco prima di perdere la vita. Il cantiere è stato posto sotto sequestro e come custode è stato nominato il sindaco di Castiglione Messer Raimondo, Vincenzo D’Ercole.
La Procura, con il pubblico ministero Silvia Scamurra, ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, dove al momento sono iscritti due indagati, mentre le indagini proseguono per chiarire con esattezza le cause e la dinamica della morte dell’operaio.
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