TERAMO – Quando cala la notte, in alcune zone del centro storico di Teramo sembra iniziare un’altra città. Le segnalazioni continuano ad arrivare, ma il copione resta quasi sempre lo stesso: bivacchi, urla, molestie, bottiglie abbandonate e nuovi episodi di vandalismo.
Una situazione che da tempo viene raccontata da residenti e cittadini e che, nonostante gli interventi delle Forze dell’Ordine, continua a riproporsi con preoccupante frequenza.
Naturalmente non si può fare di ogni erba un fascio. Ma in diversi casi l’abuso di alcol e condizioni di forte alterazione psicofisica sembrano accompagnare comportamenti aggressivi, schiamazzi e danneggiamenti che finiscono per trasformare alcune strade e piazze del centro in luoghi difficili da vivere soprattutto nelle ore notturne.
In questo scenario ci sono anche coloro che di notte lavorano. Gli operatori di Teramo Ambiente continuano a svolgere il proprio servizio tra strade deserte, gruppi di persone e situazioni che possono diventare imprevedibili. A loro va il ringraziamento per un lavoro essenziale svolto in condizioni non sempre semplici e, in alcuni momenti, potenzialmente rischiose.
Restano poi i danni, la sporcizia e il costo sociale di comportamenti che ricadono sull’intera comunità.
E allora non basta più raccogliere segnalazioni, fotografare bottiglie o raccontare l’ennesimo episodio. Serve capire chi debba presidiare davvero il centro storico durante la notte e con quali strumenti. Perché quando urla, degrado e vandalismi diventano una presenza abituale, il rischio più grande è che la città finisca per considerarli normali.
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