È stata presentata al Festival dell'Economia l'indagine sul benessere per età nelle città italiane, con riferimento specifico quindi agli anziani, ai bambini e ai giovani. Come riporta il Sole 24 Ore, a definire le graduatorie sono 60 statistiche territoriali, basate essenzialmente su relazioni sociali e prossimità dei servizi, come ad esempio la possibilità di raggiungere una farmacia, un negozio, un servizio ricreativo a piedi in meno di 15 minuti dalla propria abitazione.
Per la qualità della vita delle persone anziane, su 107 province Teramo si piazza al 96esimo posto, quindi tra le ultimissime posizioni. Sul podio Trieste, Trento e Milano. Tra gli altri, rilevanti sono gli indicatori come la speranza di vita a 65 anni, l'assistenza domiciliare, persone sole, trasporto di anziani e disabili, geriatri, consumo di farmaci e di farmaci contro la depressione, posti letto nelle rsa, esposti per inquinamento acustico, biblioteche, importo medio della pensione di vecchiaia annua.
Per la qualità della vita dei bambini 0-14 anni, Teramo sale all'81esima posizione. Sempre tuttavia tra le ultime. A svettare sono invece Firenze, Milano e Aosta. Tra gli indicatori presi in considerazione, ad esempio, ci sono il tasso di fecondità, i servizi comunali dell'infanzia, i giardini scolastici, pediatri, indice sport e bambini, edifici scolastici con la palestra, asili nido, verde attrezzato, delitti a danno dei minori, parenti su cui contare.
Per la qualità della vità dei giovani invece, 15-35 anni, Teramo si presenta meglio rispetto alle altre due classifiche: si trova infatti in 66esima posizione, quasi a metà. Sul podio Bolzano, Trento e Gorizia. Nell'analisi sono stati considerati fattori come la disoccupazione giovanile, gli amministratori comunali under 40, servizi del tempo libero, percezione di insicurezza, incidenti stradali notturni, amici su cui contare, aree sportive, laureati, assunti a tempo indeterminato, giovani che non lavorano e non studiano, partecipazione civile, concerti, età media al parto, soddisfazione per il proprio lavoro.
Foto IA
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