Una corsa improvvisa lungo la pista ciclabile di Teramo e poi il silenzio. E infine quel miagolio insistente, quasi una richiesta d'aiuto, capace di richiamare persone diverse, di età diverse, unite soltanto dal desiderio di salvare una piccola creatura impaurita.
È una storia semplice, senza eroi e senza protagonisti da celebrare, quella andata in scena tra le vie del centro cittadino. Una storia che ha avuto come protagonista un gattino di appena due mesi, visto sfrecciare in serata come un fulmine, prima di sparire nel buio.
A distanza di alcune ore, quel debole richiamo è tornato a farsi sentire. A raccoglierlo sono stati alcuni passanti e due giovanissimi studenti che, incuriositi, si sono fermati per cercare di capire da dove provenisse. Dopo lunghi minuti di ricerca, il piccolo felino è stato individuato tra i rami fitti di un grande albero. I ragazzi sono rimasti sul posto a lungo, sperando di riuscire a recuperarlo, prima di dover fare ritorno a casa.
Poco dopo sono arrivati altri giovani, alcuni in bicicletta, altri in compagnia di amici. Anche loro hanno partecipato alle ricerche, cercando una soluzione per mettere in salvo l'animale. Un'immagine che racconta un volto diverso delle nuove generazioni, spesso finite sotto accusa e troppo facilmente giudicate. Eppure, davanti ai miagolii di un gattino spaventato, hanno mostrato sensibilità, disponibilità e una spontanea capacità di prendersi cura dei più deboli.
Nel frattempo è stato chiesto l'intervento dei Vigili del Fuoco. In un primo momento le squadre erano impegnate in un'emergenza sulla costa e l'intervento sembrava impossibile. Ma, circa un'ora dopo, è arrivata una telefonata inattesa: una squadra era in arrivo.
Poco dopo l'una e mezza, tra scale e torce, gli uomini in divisa hanno tentato di raggiungere il piccolo animale nascosto tra i rami. Gli occhi del gattino, finalmente visibili, tradivano tutta la paura accumulata. Quando sembrava ormai vicino il momento del salvataggio, il cucciolo è riuscito a liberarsi, precipitando a terra e riprendendo la sua corsa a velocità impressionante attraverso una piazza ormai quasi deserta, fino a scomparire verso il centro cittadino.
Il finale non è quello che tutti avrebbero desiderato. Nessuno ha potuto stringere quel gattino tra le braccia. Ma forse il senso di questa storia non sta nell'epilogo. Sta in quelle ore trascorse insieme da ragazzi e adulti, da cittadini e uomini in divisa, accomunati dalla volontà di non lasciare solo un piccolo essere indifeso.
E chissà che quella corsa non finisca, prima o poi, ai piedi di qualcuno disposto ad accoglierlo. Nel frattempo resta una certezza: in una notte qualunque, tra un miagolio e una scala appoggiata a un albero, si è vista una comunità capace ancora di fermarsi, ascoltare e tendere una mano.
La notizia più bella.
Foto IA
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