TERAMO – Il Comune di Teramo respinge le contestazioni della Cgil e difende l’impegno economico e organizzativo sostenuto per ampliare gli orari e i servizi della Biblioteca provinciale “Melchiorre Delfico”.
A intervenire sono il sindaco Gianguido D’Alberto e l’assessore alla Cultura Stefania Di Padova, che esprimono «profondo stupore» per le dichiarazioni diffuse nei giorni scorsi dal sindacato e precisano che le unità di personale messe a disposizione della struttura sono sei e non quattro.
Secondo l’Amministrazione, proprio l’investimento comunale avrebbe permesso, nel corso dell’ultimo anno, di garantire una maggiore apertura della biblioteca. Senza l’intervento dell’ente, spiegano sindaco e assessore, la Delfico sarebbe rimasta chiusa il martedì e il giovedì dalle 17 alle 19, il mercoledì e il venerdì dalle 15 alle 19 e il sabato dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18.
Una situazione, sottolineano gli amministratori, ereditata dopo il trasferimento delle competenze dalla Provincia alla Regione e che in precedenza non avrebbe sollevato analoghe contestazioni.
L’affidamento alla società incaricata di attuare l’accordo di valorizzazione, della durata complessiva di tre anni, è scaduto lo scorso 31 maggio. Il Comune assicura di essersi immediatamente attivato per garantire la continuità della presenza del personale necessario.
Per affrontare l’attuale riduzione delle ore di servizio, l’Amministrazione ha inoltre disposto l’aumento dell’orario a 18 ore settimanali ed è ora in attesa di una risposta da parte della Regione Abruzzo.
«Abbiamo registrato piena sintonia con l’assessore regionale Roberto Santangelo – spiegano D’Alberto e Di Padova – ma ogni iniziativa deve essere inserita nell’accordo con l’ente proprietario e titolare della funzione, che è la Regione. Le decisioni devono essere concordate anche e soprattutto a tutela dei lavoratori».
Gli amministratori chiariscono anche la posizione contrattuale degli addetti impiegati nella biblioteca. Si tratta di dipendenti della cooperativa scelta dal Comune come fornitrice del servizio, attraverso un’offerta economica definita congrua rispetto all’inquadramento professionale e alla tipologia contrattuale, pari a 21,80 euro l’ora.
«La piena tutela dei lavoratori è sempre stata per il Comune una priorità», affermano sindaco e assessore, sollevando però una questione che ritengono debba essere approfondita.
Il personale fornito dal Comune, infatti, opererebbe in alcuni casi autonomamente e senza la presenza dei dipendenti regionali. Una condizione che, secondo Palazzo di città, sarebbe in contrasto con quanto previsto dall’accordo sottoscritto tra gli enti.
L’intesa stabilisce che gli operatori messi a disposizione dal Comune svolgano la propria attività alla presenza di almeno un dipendente della Regione Abruzzo. «Sono aspetti che vanno assolutamente chiariti», sottolineano D’Alberto e Di Padova.
L’Amministrazione ricorda di aver investito complessivamente 152.219,08 euro in 14 mesi per sostenere la Biblioteca Delfico e migliorare i servizi destinati a cittadini, studenti e ricercatori.
La selezione del personale sarebbe avvenuta al termine di una procedura pubblica e in stretta collaborazione con la direzione della biblioteca. Anche il monte ore aggiuntivo e il numero degli operatori sarebbero stati concordati, di volta in volta, con le dirigenze regionali.
Per quanto riguarda la formazione e la valorizzazione professionale del personale, il Comune precisa invece che la competenza spetta alla Regione, come previsto dall’articolo 4, comma 3, lettera a, dell’accordo, attraverso i propri specialisti bibliotecari.
D’Alberto e Di Padova criticano anche la recente proposta di legge presentata dalla maggioranza in Consiglio regionale, finalizzata a colmare le carenze di organico attraverso tirocini universitari curriculari, con la possibilità di utilizzare gli studenti oltre i normali orari di ufficio.
Un’ipotesi che, secondo gli amministratori comunali, rischierebbe di trasformare i tirocinanti in sostituti del personale di ruolo e sarebbe in contrasto con la normativa vigente.
Sul punto viene richiamata anche l’audizione della direttrice dell’Azienda per il diritto agli studi universitari, Renata Durante, che avrebbe ribadito l’obbligo della presenza di un tutor e il divieto per i tirocinanti di operare autonomamente.
Il Comune riconosce l’esistenza di alcune criticità e ricorda di aver chiesto, attraverso il consigliere regionale Sandro Mariani, un’audizione formale nella commissione regionale competente. Una richiesta che, tuttavia, non sarebbe stata accolta.
«Siamo sempre pronti al confronto e a migliorare – concludono D’Alberto e Di Padova – ma non possiamo accettare critiche scomposte e prive di fondamento nei confronti di un accordo che rappresenta un modello da valorizzare anche a livello regionale».
L’obiettivo dichiarato resta quello di proseguire il confronto tra Regione Abruzzo e Comune di Teramo, rilanciando la Biblioteca Delfico come presidio culturale strategico e assicurando, nello stesso tempo, la massima tutela del personale impiegato.
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