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Teatro Romano. Ecco "Cosa" e "Chi" si è dimenticato il sindaco D'Alberto....

di Giancarlo Falconi
1 minuto

Riceviamo e volentieri pubblichiamo,



 

Lunedi, alle 16:30, avrà luogo una cerimonia pubblica, voluta dal Sindaco D'Alberto, per celebrare l'avvio dell'abbattimento dei palazzi Adamoli e Salvoni, come prima tappa della riqualificazione del teatro romano di Teramo. Il Sindaco stesso, in una sua dichiarazione di qualche giorno fa, ha descritto questo evento come "un momento storico", da vivere "nell' abbraccio di tutta la collettività", attribuendosi l'onore di finalmente "restituire alla città un simbolo identitario del patrimonio di Teramo e dei teramani", atteso da troppo tempo, che possa "rendere competitiva la nostra straordinaria città".         

In doppia qualità di cittadina teramana, e moglie di Walter Mazzitti, personalmente coinvolta nelle sue innumerevoli, accorate, battaglie a favore di Teramo, e in particolare a favore del recupero e del riuso del Teatro romano, sogno trasversale a tutte le sue attività intraprese  per il solo amore della sua città, sono felice di questo grande passo avanti. Tuttavia non posso non reagire a questa ulteriore manifestazione di (voluta?) dimenticanza da parte del sindaco D'Alberto.  Nell'editoriale della rivista ABC nº 36 del 2008 (!) scritto da Walter Mazzitti appunto, egli, già allora, raccontava "un sogno che diventa realtà", con tanto di fotos di ipotesi ricostruttive, e illuminanti proposte relative al recupero del teatro romano, inteso come "centro di un grande parco archeologico urbano", e "volano per un nuovo sviluppo economico".  Un grande progetto, complesso, che partiva proprio dalle ceneri di Palazzo Adamoli.

Questo accadeva nel 2008! 

Poi...

Verba volant, scripta manent...


Agnès Mazzitti





Leggete anche il Progetto Culturale dell'Avv. Walter Mazzitti per Teramo:https://www.iduepunti.it/02-02-2021/teramo-le-occasioni-perdute-il-progetto-culturale-di-walter-mazzitti
 

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Commenti

Gentilissima Signora Agnès,
ho letto e condivido pienamente il Suo commento.
Ho avuto il piacere fin da ragazzo di conoscere il compianto Walter,con il
quale,pur avendo avuto negli anni 80 qualche dissapore relativo ad una nostra arera edificabile in zona parco archeologico della CONA,dissapori fortunatamente fra noi hiariti e metabolizzati di lui, ne ho sempre ammirato il suo immenso amore per la sua città,pur essendo vissuto per anni a ROMA,la sua grande conoscenza nel mondo dell'archeologia e dell'arte,ed il suo spiccato senso civico.
Sono e mi creda,veramente dispiaciuto per questa grave dimenticanza,e spero sia stata non voluta,ma posso solo aggiungere questo vecchio detto:"NEMO PROFETA IN PATRIA"
Mi permetta, nel ricordo dell'amico WALTER di essere con lei solidale e di abbracciarla.
carlo mordente