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Teramo. Gara per il ripristino post-incidente, nuovo dossier al Comune: chiesta la sospensione in autotutela

di Giancarlo Falconi
3 minuti

TERAMO – La procedura indetta dal Comune di Teramo per l’affidamento del servizio di ripristino post-incidente finisce nuovamente al centro delle contestazioni. Questa mattina saranno protocollate a Palazzo di città circa 300 pagine di documentazione a sostegno della richiesta di sospendere la gara in autotutela e di avviare una nuova verifica amministrativa ed economica.
L’operatore economico che contesta la procedura chiede l’annullamento del bando e degli atti collegati o, in subordine, la revoca dell’affidamento. In assenza di risposte o di un intervento da parte del Comune, la documentazione potrebbe essere trasmessa al controllo della autorità di competenza.
La gara riguarda la concessione del servizio di pulizia della piattaforma stradale e il ripristino delle condizioni ambientali eventualmente compromesse in seguito agli incidenti.
Al centro della contestazione c’è soprattutto la stima economica dell’affidamento, quantificata dal Comune in 132.227,57 euro per quattro anni, oltre a un’eventuale proroga di sei mesi. Il valore annuo sarebbe quindi pari a circa 29.384 euro.
Secondo quanto sostenuto nell’istanza, il calcolo sarebbe stato effettuato sulla base delle fatturazioni comprese tra il 2022 e il 2025, attraverso un criterio che non rappresenterebbe però il reale volume economico generato dal servizio.
Le compagnie assicurative, infatti, possono impiegare mesi o anni per liquidare i sinistri. Dal conteggio potrebbero quindi essere rimaste escluse pratiche già aperte, quantificate e richieste, ma non ancora riscosse.
La ricostruzione presentata dall’operatore si basa anche sui dati relativi ad alcuni fornitori locali che avrebbero lavorato per il concessionario uscente. Nel quadriennio 2022-2025, i costi sostenuti nei confronti di due soli fornitori ammonterebbero complessivamente a 210.383 euro al netto dell’Iva, pari a oltre 52.500 euro all’anno.
Una cifra che, secondo i rilievi avanzati, supererebbe del 79 per cento il valore annuo attribuito dal Comune all’intera concessione. Uno dei fornitori avrebbe inoltre fatturato oltre 166mila euro per il ripristino delle pertinenze stradali, mentre un secondo avrebbe eseguito 271 interventi di pronto intervento e pulizia.
Tra i casi richiamati nel dossier figura anche la passerella pedonale sul torrente Vezzola, danneggiata nell’aprile del 2025 dal transito di un furgone. Il computo metrico redatto nel settembre dello stesso anno avrebbe quantificato in 83.388,93 euro le lavorazioni necessarie per il ripristino.
Successivamente, attraverso una lettera accompagnata da una deliberazione di Giunta, sarebbe stato confermato un importo di circa 75mila euro.
Un solo intervento avrebbe dunque un valore quasi triplo rispetto alla stima annua dell’intera concessione e pari a una parte consistente dell’importo previsto per l’intero periodo di affidamento.
Nell’istanza viene inoltre evidenziato che la passerella risulterebbe ancora interdetta al transito pedonale e che i lavori non sarebbero stati eseguiti a oltre un anno dal sinistro.
Da qui la richiesta al Comune di interpellare formalmente il concessionario uscente e la compagnia assicurativa per verificare se il risarcimento sia stato definito o liquidato, quale importo sia stato eventualmente corrisposto e quale destinazione abbiano avuto le somme.
Dubbi vengono sollevati anche sulle garanzie previste dalla gara: 1.322 euro per la cauzione provvisoria e 6.611 euro per quella definitiva. Importi giudicati insufficienti rispetto al valore degli interventi effettuati sui beni pubblici e ai rischi connessi a eventuali inadempimenti.
L’operatore economico chiede infine di conoscere il procedimento seguito dagli uffici comunali per quantificare la concessione, quali fatture siano state considerate e se siano stati acquisiti e verificati i dati del precedente gestore.
Con il deposito delle circa 300 pagine, la vicenda entra ora in una fase decisiva. Il Comune dovrà valutare se proseguire con la procedura, sospenderla in autotutela o avviare una nuova istruttoria. In mancanza di chiarimenti, il dossier potrebbe approdare negli uffici della Procura.

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