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Inchiesta della Guardia di Finanza al Consorzio di Bonifica Nord...

di Giancarlo Falconi
1 minuto

Un quadro normativo preciso, e ora anche una serie di accertamenti che iniziano a far rumore. L’articolo 4 del Decreto Legislativo n. 39 del 2013 stabilisce infatti le cause di inconferibilità degli incarichi dirigenziali e di vertice a soggetti provenienti da enti privati regolati o finanziati dalla pubblica amministrazione. La norma prevede un periodo di “raffreddamento” — generalmente di due anni — per chi, nel biennio precedente, abbia ricoperto incarichi o svolto attività professionali in favore di tali enti, con l’obiettivo di prevenire conflitti d’interesse e garantire imparzialità, in particolare in settori sensibili come la sanità e negli incarichi apicali.

In questo contesto si inseriscono i controlli avviati dalla Guardia di Finanza sul Consorzio di Bonifica Nord, attività che restano coperte dal segreto istruttorio. Secondo quanto trapela, i militari avrebbero già ascoltato alcuni dipendenti a conoscenza dei fatti. Le domande si concentrerebbero soprattutto sulle figure apicali del consorzio, nonché sull’operato di alcuni responsabili di procedimenti amministrativi e di appalti.

Sarebbero tre gli esposti presentati e indirizzati, per competenza, alla Corte dei Conti, all’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac) e alla Procura della Repubblica. Le ipotesi al vaglio spaziano dalle incompatibilità ai possibili danni erariali, fino a eventuali azioni risarcitorie.

L’inchiesta, al momento, si trova ancora in una fase embrionale e, stando alle informazioni disponibili, non risulterebbero persone iscritte nel registro degli indagati. Ma il perimetro degli accertamenti sembra destinato ad allargarsi.

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