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Il Ruzzo verso l'accorpamento. Il silenzio colpevole della politica teramana...

di Giancarlo Falconi
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Leggiamo.

"Oggi poniamo le basi per una vera rivoluzione nella gestione del bene comune più prezioso: l'acqua. Con questo progetto di legge, l'Abruzzo supera la frammentazione del passato per dare vita a un sistema moderno, solido e capace di rispondere alle sfide del futuro". Con queste parole la vicepresidente del consiglio regionale, Marianna Scoccia, commenta l’esito della seduta straordinaria e congiunta delle Commissioni Bilancio e Territorio, dedicata all'esame delle modifiche alla legge regionale n. 9/2011 sul Servizio Idrico Integrato. "Questa riforma non è solo un atto tecnico, ma una scelta politica coraggiosa," sottolinea Marianna Scoccia. "Ridurre i gestori da sei a due significa abbattere la burocrazia, ottimizzare i costi e, soprattutto, garantire investimenti strutturali che finora sono stati ostacolati da una gestione troppo parcellizzata. La nostra priorità è il cittadino: vogliamo tariffe eque e un servizio di alta qualità in ogni angolo della regione, dalle aree metropolitane ai piccoli comuni montani. È un impegno che avevamo preso e che stiamo portando avanti con determinazione, mantenendo la gestione rigorosamente in-house per garantire il controllo pubblico e la trasparenza".

La Politica Teramana? Il migliore acquedotto abruzzese, il Ruzzo; la migliore acqua per qualità e quantità quella teramana del Ruzzo; le migliori condotte quelle del Ruzzo; il miglior Cda e il miglior Direttore Generale, il Ruzzo; i migliori operai per formazione ed esperienza il Ruzzo; per quale motivo dovrebbe perdere l'autonomia? Che fa la politica teramana? Chi interviene per un protesta unitaria? Che direbbero i Padri ai figli?

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